Pescara, a Rancitelli si vive nel degrado e il Comitato di Quartiere chiede aiuto

“Lo scorso 19 luglio, abbiamo inviato alle istituzioni competenti, alle autorità militari e non e a tutti i soggetti coinvolti, tre documenti in cui abbiamo ribadito la condizione in cui versa il nostro quartiere, in particolar modo edifici e terreni abbandonati/accampamenti, alloggi popolari, verde e decoro urbano. Ad oggi non abbiamo ricevuto alcuna risposta”. E’ quanto fa sapere in una nota il Comitato Quartiere ‘Per una nuova Rancitelli’ di Pescara.

“Siamo costretti a ribadire la situazione di persistente immobilismo di molti della quale si parla ma non si passa ad atti concreti. Di teorici siamo pieni, abbiamo bisogno di persone coerenti che mantengano le promesse e passino a fatti concreti, visibili dai cittadini, specialmente da noi residenti. La situazione che stiamo vivendo nel quartiere è drammatica, come abbiamo ampiamente esposto nelle lettere inviate”.

E ancora: “La Giunta è fatta, le deleghe sono state assegnate, chi è competente si faccia avanti! Per anni il nostro quartiere è stato considerato la pattumiera della città! Un quartiere in cui sono presenti circa 1000 alloggi popolari su cui incombe lo spettro dell’abusivismo dove gli enti preposti restano immobili a guardare e anzi infieriscono sugli assegnatari regolari anche se questi versano in condizioni di grave disagio economico, richiedendo canoni maggiorati di interessi e spese legali. Siamo veramente al paradosso! Dove si tutelano i diritti degli abusivi, manca l’umanità verso le persone che vivono un disagio economico sempre maggiore, soprattutto anziani e disabili. Siamo ostaggio di proprietari privati che possiedono edifici e terreni nel quartiere lasciati al degrado e occupati da senzatetto”.

“Denunciamo”, conclude il Comitato, “l’assenza di politiche sociali finalizzate a ridurre i fattori di marginalità presenti nel quartiere e l’assenza di un’unità di strada che sostenga il disagio dei tossicodipendenti che sono stanziali nel quartiere e delle ragazze che sono costrette a prostituirsi lungo la via Tiburtina. Gli assistenti sociali intervengano dove lo sfruttamento della prostituzione avviene in maniera occulta piuttosto che nella tutela dei minori che sono vittime innocenti di un sistema fuori controllo. Il quartiere è frequentato giorno e notte da avventori di tutti i ceti sociali da tutta la provincia di Pescara, il mercato assolve ai bisogni di una vasta popolazione che ben vestita e noncurante dei residenti si rivolge quotidianamente a chi delinque. La città intera si deve sentire responsabile del processo di degrado a cui il quartiere è sottoposto. La maggior parte dei residenti del quartiere è composta da persone perbene costrette a sopportare lo stigma di una reputazione ormai consolidata nel tempo”