Rigopiano, partono gli interrogatori: l’ex Prefetto non va in Procura

Pescara. Non comparirà davanti ai magistrati della Procura di Pescara, per essere interrogato, l’ex prefetto di Pescara Francesco Provolo, indagato nell’inchiesta madre sul disastro dell’hotel Rigopiano e nell’inchiesta bis per depistaggio e frode processuale.

L’interrogatorio di Provolo era previsto per giovedì 10 gennaio, ma i suoi legali Sergio Della Rocca e Giovanni Domenico Caiazza hanno depositato istanza di rinuncia.

Interrogato oggi, invece, Paolo D’incecco, dirigente del settore Viabilità della Provincia di Pescara, anch’egli indagato nel filone riguardante la gestione dell’emergenza. “D’Incecco quel giorno era in malattia, ma questa circostanza non rappresenta il principale argomento difensivo. Nonostante questa sua condizione di malattia ha potuto fare tutto quanto nelle sue possibilità per quanto gli spettava fare”, hanno detto i suoi avvocati, Marco Spagnuolo e Gianfranco Iadecola, al termine dell’interrogatorio del loro assistito.

“Ha fornito risposte puntuali riguardanti ogni addebito”, hanno aggiunto i legali. L’elemento di novità emerso è che D’Incecco ha chiesto di essere interrogato per chiarire quale fosse non solo il suo ruolo, ma anche le sue competenze specifiche, l’ambito di operatività e come la Provincia di Pescara, tramite il servizio Viabilità, abbia reso il servizio che istituzionalmente era preposta a svolgere”. Tra gli argomenti difensivi anche il depotenziamento delle Province causato dalla riforma Delrio. “È un dato tecnico evidente a tutti – hanno confermato gli avvocati – ed è un argomento che deve essere valutato dagli inquirenti, come è stato fatto e come sarà fatto con ancora maggiore attenzione visto che è stato portato a sostegno della tesi difensiva”.

Interrogato stamattina anche Bruno Di Tommaso, legale responsabile della società Gran Sasso Resort & Spa. “Il 18 gennaio, prima della scossa di terremoto, erano già state disdettate tutte le nuove prenotazioni”, ha detto il suo difensore, Sergio Della Rocca, che davanti al procuratore capo Massimiliano Serpi e al sostituto Andrea Papalia, ha depositato della documentazione integrativa, “affinché gli inquirenti possano approfondire alcune tematiche oggetto di contestazione”. In particolare la difesa di Di Tommaso punta a smontare l’idea che gli affari venissero prima della sicurezza degli ospiti. “È un fatto doveroso – spiega il legale – anche nei confronti della stessa attività”. Quanto alle contestazioni relative ai presunti abusi nella ristrutturazione del resort, Della Rocca sottolinea che “sono tutti precedenti alla gestione di Di Tommaso. C’è dunque una difesa tecnico-procedurale – conclude l’avvocato – e non c’è un addebito riferito al Di Tommaso in quanto tale”.

In giornata saranno interrogati anche l’ex presidente della Provincia di Pescara, Antonio Di Marco, e il responsabile del settore viabilità Mauro Di Blasio.