Nuova Pescara, prima riunione con i vertici dei tre Comuni

Pescara. Aperta dal presidente vicario della Regione Abruzzo, Giovanni Lolli, la prima assemblea che ha riunito i vertici dei tre Comuni coinvolti nell’istituzione della Nuova Pescara, che prevede la fusione di Pescara, Montesilvano e Spoltore in un’unica realtà amministrativa.

La riunione, svoltasi nella Sala consiliare del Comune di Pescara, è stata convocata allo scopo di dare il via all’iter delle procedure, facendo riferimento al testo di legge approvato in Consiglio regionale lo scorso 8 agosto e che indica nel 2022 l’anno di nascita del Comune di Nuova Pescara.

“Io non sono nelle condizioni di modificare la legge, poiche’ non ho i poteri per farlo, quindi ci dobbiamo attenere al testo vigente”, specifica Lolli, che aggiunge, “si tratta di un progetto importante, dove i protagonisti principali saranno i membri dei tre Consigli comunali con i relativi sindaci”.

Un iter che “Parte con il freno a mano tirato” secondo il capogruppo di Forza Italia alla Regione, Lorenzo Sospiri, che commenta l’esito dell’assemblea:

“Ovviamente la strada è tutta in salita, irta di ostacoli determinati dagli errori macroscopici e dai carrozzoni voluti dal Presidente D’Alfonso e spetterà al futuro Governo regionale di centrodestra e alle prossime amministrazioni di centrodestra, che tra qualche mese assumeranno la guida di Pescara e si confermeranno alla guida di Montesilvano, districare la matassa e correggere gli errori ricevuti in eredità”.

Riguardo al testo di legge sulla Nuova Pescara, Sospiri specifica:

“E’solo un manifesto, una manifestazione di volontà, perché è demandato ai prossimi amministratori regionali la valutazione sulla reale possibilità di effettuare la fusione. Oggi quindi l’iter parte semplicemente da un assunto, ossia che si deve fare la fusione, ma non sappiamo ancora se sia fattibile o meno. Ovviamente dovremo convincere tutti i protagonisti di quella fusione che nessuno sarà mortificato, che tutti avranno i propri eletti e insieme cresceremo”.

“Si farà la fusione? Lo vedremo, anche sotto il profilo di finanziamenti, perché chiaramente la nuova municipalità avrà bisogno di risorse, perché avremo bisogno di urbanisti, di giuristi per chiudere i contenziosi pendenti, avremo bisogno anche di chi studi il nuovo marketing territoriale, il nome finale. Fondi, da prevedere almeno sino al 2027, che si troveranno nella Finanziaria che alcuni di noi faranno”.

“Forza Italia ha votato a favore della legge, sperando che il sogno si realizzi e non diventi un incubo, perché si tratta dell’unico esperimento del genere nella storia repubblicana: mai prima d’ora c’era stata la fusione di Comuni al di sopra dei 5mila abitanti e in tal senso noi potremmo essere un faro per la nostra Repubblica”.

“O ci si renderà conto, documenti alla mano, che la grandezza non porta servizi in più, non porta benefici, che i centri decisionali non sono rispettosi delle tre distinte comunità perché è difficile fare le cose”.

“Dov’è oggi il rammarico? E’ nel ritardo, prima quello del Governatore D’Alfonso, oggi, ancora del Governatore Lolli. Di sicuro sappiamo solo che entro il 2021 i servizi dovranno essere armonizzati in un unico centro di coordinamento, dunque un’unica società per la gestione dei rifiuti, un’unica gestione delle opere pubbliche, un unico Piano traffico del Comune, tutto questo si farà e sarà l’inizio del percorso, rimandando la decisione finale al 2024”.