Pescara, Civitarese: “Candidato sindaco contro il blocco di potere”

Pescara. “Occorre ripartire dal metodo, rompendo con le logiche di piccolo cabotaggio e mettendo il sindaco nelle condizioni di governare”. Lo ha detto questa mattina Stefano Civitarese, candidato sindaco della lista ‘Coalizione civica per Pescara’, nel corso di una conferenza stampa per ufficializzare la sua candidatura a primo cittadino della citta’ abruzzese.

Civitarese, ex assessore all’urbanistica dell’amministrazione pescarese guidata da Marco Alessandrini, punta su politiche sociali, lavoro, anziani, opportunità delle periferie, tutela dell’ambiente. “Ho avuto un’esperienza diretta nella giunta uscente e questa e’ stata una delle ragioni che mi hanno spinto ad accettare questa sfida – ha affermato – perche’ ho constatato che si puo’ impostare un programma, avere delle idee, ma poi ci si scontra contro un blocco di potere. Per questo occorre eleggere dei consiglieri autorevoli, che scelgano degli assessori al di fuori delle solite logiche politicistiche, sulla base delle competenze. Purtroppo, invece, anche nella formazione delle liste per queste elezioni, abbiamo assistito a delle consorterie arrivate da Roma che hanno ragionato solo di numeri e sigle, ma non di idee”.

Civitarese, dopo aver rivendicato la propria appartenenza all’area del centrosinistra, ha sostenuto di essere intenzionato a portare avanti “un modo nuovo di concepire la citta’, come area metropolitana, andando anche oltre la Nuova Pescara, affinche’ questa vasta area cambi passo, nel segno della qualita’ della vita, della mobilita’, della sostenibilita’ e della solidarieta’, rendendo piu’ funzionali e vivibili le periferie”.

Tra gli obiettivi dell’aspirante sindaco quello di “fare in modo che Pescara possa conquistare la Bandiera Blu, ma per raggiungerlo occorre compiere interventi importanti e presentarsi sullo scenario internazionale con determinate caratteristiche, dando vita ad un nuovo modo di vivere la citta’, ad esempio limitando al massimo l’utilizzo dei mezzi privati, che sono inquinanti, anti-economici e alla base di problemi di spazio, e contestualmente fornendo mezzi e servizi ai cittadini, in una logica di integrazione e sostenibilita’”.