Pescara, sfuma la riqualificazione dell’area di risulta

Pescara. Bloccato ieri, nell’ultimo consiglio comunale dell’amministrazione Alessandrinii, il progetto di riqualificazione dell’area di risulta.

La mancata approvazione è scattata perché non c’era più il tempo materiale, causando il ritiro del progetto, ostacolato da più parti con centinaia di emendamenti.

Un fallimento pesante per l’ormai ex maggioranza, scioltasi con tutta l’Assise in vista delle prossime elezioni comunali: la riqualificazione della maxi area a ridosso della stazione, infatti, era tra i punti cardine del programma di Alessandrini, nonché una delle discussioni che a Pescara “gira” da almeno 30 anni.

Tra parcheggi-silos, teatri e parchi urbani, i nuovi progetti non mancheranno ad arrivare con la prossima Giunta, ma intanto festeggiano Movimento 5 Stelle e Udc. “Alla fine il P si è arreso. Dopo mesi di battaglie, migliaia di emendamenti in aula e di osservazioni dei cittadini fuori dall’aula, Pescara ha vinto. Abbiamo vinto”, ha esultato ieri sera la candidata sindaco pentastellata Erika Alessandrini su Facebook, aggiungendo: “La svendita dell’area di risulta non ci sarà. Ci siamo battute dal primo momento e fino all’ultimo minuto. Ed oggi, alla fine di questa consiliatura, siamo felici. Quest’area strategica della nostra città non andrà in mano ai privati”.
“Grazie alla presentazione di nostri 400 emendamenti, che uniti a quelli presentati da altri consiglieri e partiti, abbiamo impedito – aggiungono con una nota Padovano Pignoli – che nella città di Pescara si potesse verificare un aumento indiscriminato e senza precedenti del costo dei parcheggi, che sarebbe lievitato fino a 9 euro giornalieri”.