Teramo, passi carrabili. Federconsumatori si appella a Brucchi

passo_carrabile1Teramo. Nuovo appello della Federconsumatori al sindaco di Teramo, Maurizio Brucchi. Al centro della contestazione questa volta il regolamento per l’occupazione di suolo pubblico e l’applicazione del relativo canone e delle tariffe per ciò che riguarda i passi carrabili.

Stando a quanto riferito da Pasquale Di Ferdinando, presidente di Federconsumatori Teramo, le contestazioni sull’occupazione di suolo pubblico risalgono allo scorso luglio, quando, interpellati gli uffici comunali di fronte ad alcune richieste dei cittadini, l’associazione è venuta a conoscenza di quanto stabilito dall’amministrazione comunale, che richiede ai teramani una documentazione firmata da un tecnico, ma già presentata in precedenza. “In parole più semplici” spiega meglio Di Ferdinando “l’ufficio ipotizza una sorta di scadenza dei documenti, pesando sulle tasche dei cittadini che si trovano a dover fornire nuovamente carteggi già posseduti con un costo che oscilla dai 600 ai 1.200 euro. Ci chiediamo se la stessa cosa sarà fatta per tutte le licenze o autorizzazioni comunali”.

Federconsumatori chiede che, per autorizzazioni già esistenti, si preferisca una semplice autocertificazione, soprattutto in quanto “a carico dell’utente l’adeguamento alla norma non è corrispondente all’invio della documentazione dello stato di fatto, così come richiesto”.

Con l’occasione, Di Ferdinando sottolinea anche il fatto che, nel regolamento comunale, non ci sarebbe traccia di alcune riduzioni ed esenzioni previste, invece, dalla normativa. Ne è un esempio quanto previsto dall’articolo 49 del decreto legislativo 507/93, secondo cui sono esenti dalla tassa di occupazione di aree pubbliche gli accessi carrabili destinati a persone con diversa abilità. A ribadire l’esenzione, continua la Federconsumatori, anche la Corte di Cassazione, che con una sentenza del 2007 ha stabilito che non sono soggetti a tassa o tariffa i cosiddetti “passi a raso”. Si tratta dei passi senza tagli di marciapiedi o listoni delimitativi, che quindi non determinano un’occupazione visibile del suolo pubblico, ma solo “virtuale”. “Per questo motivo” spiega Pasquale Di Ferdinando “c’è bisogno di una riduzione, perché, senza modifiche del manto stradale, al proprietario dell’accesso non viene permesso un uso diverso del marciapiede da quello di cui può fruire la collettività. Si tratta, insomma, di un bel pastrocchio e nel ringraziare Brucchi per l’impegno chiediamo oggi il suo intervento per sanare la situazione”.