Teramo, quartieri in rivolta: “Cona, Fonte Baiano e Piano Solare abbandonati”

Come la gran parte dei quartieri e frazioni del Comune di Teramo, quelli della Cona, Fonte Baiano e Piano Solare da decenni aspettano la realizzazione di qualche utile opera pubblica (piazze, aree verdi, strade, illuminazione pubblica, marciapiedi, scuole, fogne, ecc.) o interventi di manutenzione straordinaria.  

“Da un decennio – denuncia il presidente del comitato Domenico Bucciarelli – si assiste solamente ad una politica delle chiacchiere e degli annunci da parte dei rappresentanti delle Istituzioni. I quartieri e le frazioni sono completamente abbandonati in quanto mancanti dei servizi più importanti. Le strade sono tappezzate di buche; l’immondizia abbonda nei fossi e nei fiumi; l’eternit e l’amianto sono presenti in diversi siti; l’illuminazione pubblica è assai carente; la segnaletica stradale è inesistente; le aree verdi sono impraticabili; il parco fluviale del Tordino è quasi impercorribile; non esistono aree di parcheggio in prossimità di edifici scolastici. I cittadini sono stufi di assolvere solamente ai tanti obblighi fiscali (Tari, Tasi, Imu ,addizioniali Irpef ed altri tributi comunali) senza ricevere in cambio i dovuti servizi”.

E prosegue: “Un esempio di una tanta disseminata politica amministrativa è il caso della mancata realizzazione del Progetto Quartiere Cona, finanziato nel 2007 per 5 milioni di euro da parte del Ministero delle Infrastrutture, che prevedeva una serie di interventi utili a migliorare la qualità della vita all’interno del Quartiere. Ebbene, a distanza di dieci anni, pur in presenza di disponibilità finanziaria, nessun intervento è stato realizzato; al riguardo da tempo il Comitato di Quartiere chiede inutilmente al Sindaco di conoscerne i motivi e l’utilizzo delle risorse finanziarie acquisite da progetto. Nel frattempo, viene “sbandierata” l’annosa promessa di delocalizzazione della centrale elettrica Enel, impianto nocivo alla salute pubblica, su cui tanta parte politica si è impegnata”.

Per Bucciarelli, “La pazienza a questo punto ha un limite”, conclude.