Università Teramo, mensa chiusa: l’Udu offre il pranzo agli studenti

Teramo. L’UDU di Teramo ha offerto oggi il pranzo agli studenti dell’Università teramana visto che la mensa è, in questi giorni, chiusa.

“Negli scorsi giorni – fa sapere in una nota l’Unione – avevamo denunciato la mancata apertura della mensa il 7 gennaio, come invece era stato annunciato e chiedevamo un’accelerazione dei lavori. La mancanza della mensa, anche se per pochi giorni, è comunque un disagio forte avvertito da tutta la popolazione studentesca, non solo da coloro che risultano essere beneficiari di borsa di studio”.
L’iniziativa era proprio volta a rappresentare questo disagio e ha visto il favore degli universitari che hanno partecipato significativamente all’evento.
“Il nostro slogan – continua l’Udu – è appunto “Abbiamo fame di Diritti e di Servizi” perchè crediamo che dietro pomposi proclami debba esserci una reale erogazione degli stessi, cosa che invece siamo certi, non sia sempre cosi. Basti vedere che la nuova mensa verrà aperta nei locali in cui era presente la biblioteca delle Facoltà di Scienze Politiche e Scienze della Comunicazione, vale a dire: ‘un pasto in più un libro in meno’”.
L’Unione lamenta a riguardo un aumento della tassazione considerato eccessivo, in quanto non corrispondente a un oggettivo aumento dei servizi erogati e, aggiunge l’Udu, “specifichiamo che senza l’intervento legislativo della cd “Spending review” che, escludendo dal computo delle tasse universitarie rispetto al fondo di finanziamento ordinario (FFO) gli studenti fuori corso e stranieri, sarebbe da includere tra gli atenei cd “fuori legge” per il superamento del tetto massimo fissato al 20% ( la tassazione studentesca non può superare il limite massimo del 20% rispetto all’FFO). Ovviamente ribadiamo – continua la nota – quanto sia positivo e necessario lo spostamento della mensa presso il Campus di Coste Sant’agostino; si poteva magari trovare una migliore collocazione”.
La ‘ptoesta’ è terminata con l’intervento del Rettore e del Direttore Generale che hanno invitato i manifestanti a spostarsi dai corridoi, pena la denuncia alle autorità sanitarie.
“Nonostante la legislazione fosse a nostro favore – conclude l’Udu -abbiamo preferito assecondare tale richiesta, che di fatto non ha influito sul copioso numero di studenti che hanno aderito. La nostra iniziativa era volta a fornire un servizio “sostitutivo” certi che avremmo trovato l’appoggio di tutti gli studenti perchè essere studenti significa avere dei diritti ed essere dell’udu vuol dire difenderli”.



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