Omicidio Intermesoli, i vicini: “Persona schiva, con la fissa per le donne” FOTO

inter2Pietracamela. Cosa può sconvolgere la vita di una frazione che conta meno di cento anime? Solo un omicidio. Intermesoli si è svegliata questa mattina ancora incredula per quanto accaduto a Renato Bellisari, il 77enne trovato venerdì sera con il cranio fracassato all’interno della sua abitazione.

Le persone, in paese, lo ricordano come una persona tranquilla, schiva, a tratti anche timorosa. Belliseri era tornato mercoledì scorso da Tortoreto, dove di solito trascorre due-tre mesi al mare da settembre in poi. “Invece questa volta – dicono – è tornato dopo soli quindici giorni”. Il 77enne con un passato saltuario da operaio, era un pensionato benestante, che aveva venduto le tre case che possedeva ad Intermesoli ed una a Roma, vendite che gli avevano garantito una vita economica tranquilla. “Aveva la fissa per le donne – continuano i vicini – Le guardava, le ammirava, magari una gli faceva un sorriso e lui diceva che si era già innamorata. Ma non scadeva mai nel volgare. Chissà se a Tortoreto ha combinato qualche guaio…”. Chiacchiere di paese o qualcosa di più. Saranno gli uomini del Reparto Operativo, diretti dal capitano Nazario Giuliani, a stabilirlo.

Bellisari era solito fare lunghe passeggiate ad Intermesoli, tornato qualche anno fa in “patria” dopo aver trascorso vent’anni in Canada, a Toronto. “Io sono un rich man, diceva (un uomo ricco; ndg)”, raccontano ancora in paese. Ma nessuno sa dire se in casa avesse davvero denaro. “Ci hanno detto però di averlo trovato con le tasche al di fuori, come se qualcuno avesse provato a vedere se aveva dei soldi”. In casa, però, mancherebbe solo il portafoglio.

La morte di Bellisari risalirebbe a giovedì. “Mercoledì ci aveva invitato a prendere un caffè – raccontano altri vicini – non abbiamo fatto in tempo”. 

Appare comunque strano che in un paesino veramente piccolo, nessuno abbia visto strani movimenti o estranei aggirarsi nelle vicinanze. 

Il pm Andrea De Feis conferirà ad ora di pranzo l’incarico per l’autopsia all’anatomopatologo Giuseppe Sciarra, l’esame inizierà nel primo pomeriggio.

Il mistero della porta sfondata. C’è un particolare, magari irrilevante per le indagini, nato da questa mattina, quando una delle porte d’ingresso dell’abitazione di Bellisari è stata ritrovata sfondata. I vigili del fuoco, ieri sera, hanno utilizzato una semplice lastra per entrare in casa e hanno utilizzato la porta principale, da cui, dopo un pianerottolo e due gradini, si accede alla sala-cucina dove è stato rinvenuto il cadavere. Da fonti investigative, si apprende che neanche i carabinieri hanno toccato quella porta.

I risultati dell’autopsia. Ucciso con sette colpi che lo hanno raggiunto al lato destro del cranio. Renato Bellisari è morto, dopo un’agonia molto breve, quando era già a terra, con il viso rivolto verso il pavimento. Questi i risultati dell’autopsia eseguita questo pomeriggio dall’anatomopatologo Giuseppe Sciarra. L’uomo sarebbe stato ucciso con una spranga di ferro o con un bastone. Non sono stati trovati altri segni di violenza sul corpo. Bellisari è morto giovedì pomeriggio. Si indaga a tutto campo, anche se per adesso non c’è nessun iscritto sul registro degli indagati. L’autopsia non ha chiarito, al momento, se la forza dei colpi inferti corrisponda a quella di un uomo o di una donna, ma nessuna pista è esclusa. Neanche quella della rapina finita male.

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