Atri: “Valori ARTA superiori alla norma nella zona del deposito TUA”. Minoranza allarmata

Atri. I gruppi consiliari di minoranza del comune, lo scorso 18 dicembre, posero all’attenzione del Consiglio la situazione in cui versa il deposito TUA, “che resta, ad oggi, senza alcuna soluzione. Abbiamo nuovamente sollecitato il Sindaco a renderci edotti delle determinazioni assunte dai vertici della TUA e, visto il mandato ricevuto dal Consiglio Comunale, delle iniziative assunte”, fanno sapere i consiglieri Basilico, Marcone, Giuliani Di Luzio e Prosperi.

“Purtroppo, ad oggi, nessuna notizia trapela e i capigruppo consiliari sono ancora in attesa di essere convocati. L’unica informazione, peraltro preoccupante, è che, da oltre un mese, il Sindaco di Atri sembra abbia ricevuto una comunicazione dall’ARTA in cui si attestano, nella zona dell’attuale deposito del Terminal della TUA (cimitero di Atri), valori inquinanti superiori alla norma.

“Il Sindaco, come Autorità Sanitaria, è tenuto a rendere pubblica tale rilevazione e provvedere, conseguentemente, ai dovuti atti da assumere”, continuano allarmati i consiglieri. “I cittadini devono sapere come l’Amministrazione intenda risolvere questa grave questione ambientale che mette a rischio la loro salute. Noi Consiglieri Comunali di opposizione chiediamo al Sindaco di fornirci, con immediatezza, la documentazione dell’ARTA e di conoscere quali provvedimenti abbia adottato nei confronti della TUA, nonché per la salvaguardia della salute dei cittadini residenti nelle adiacenze dell’attuale deposito e quale sia lo stato della trattativa con l’azienda regionale per lo spostamento del Terminal”.

E per concludere: “Intendiamo, inoltre, conoscere se negli ultimi mesi vi sia stata corrispondenza e/o intese di altra natura tra il Comune e la Società TUA per trovare una soluzione definitiva al suo spostamento fuori dalla perimetrazione urbana, quindi l’individuazione del nuovo sito dove posizionare il Terminal, nell’interesse della collettività intera e senza favoritismi di sorta”.



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