Cirsu, ancora un principio di incendio nella notte. Manca un piano di sicurezza antincendio

Ancora un principio di incendio in poco più di 48 ore all’interno dei capannoni del Cirsu, a Grasciano.

I vigili del fuoco di Teramo poco dopo le 23,30 sono dovuti intervenire per soffocare sul nascere un focolaio che si stava sviluppando nello stesso capannone in cui mercoledì mattina si stavano generando delle fiamme a seguito dell’autocombustione di rifiuti organici.

L’intervento dei pompieri ha permesso stanotte di evitare il peggio. L’opera dei vigili del fuoco è stata necessaria per circa tre ore, anche perché si è dovuto procedere con la rimozione del cumulo da cui si stavano per sprigionare le fiamme.

Intanto, dopo le denunce dei giorni scorsi da parte del sindaco di Notaresco Diego Di Bonaventura e l’intervento dei carabinieri della compagnia di Giulianova, diretti dal maggiore Vincenzo Marzo, che hanno inviato un rapporto alla Procura di Teramo, si aggrava la situazione per quanto riguarda il polo tecnologico di Grasciano.

Gli ispettori dei vigili del fuoco hanno esaminato tutta la documentazione che riguarda la struttura del Cirsu. Dopo aver scoperto, assieme agli uomini dell’arma, che mancano le autorizzazioni per l’operatività della discarica, scadute nel 2015, è emerso un altro aspetto inquietante e preoccupante.

Mancherebbe, infatti, anche il piano di sicurezza antincendio che dovrebbe entrare in azione in caso in cui dovesse scoppiare ovviamente un incendio nell’area Cirsu di Grasciano. Insomma, sotto l’aspetto burocratico e quindi anche della sicurezza ci sarebbero molte lacune. Il sindaco Di Bonaventura questa mattina ha manifestato nuovamente la sua rabbia chiamando in causa la Regione che continua a prendere tempo.

Esiste un ricorso del Csa, il consorzio che ha avuto in gestione sino a qualche mese fa gli impianti di Grasciano, contro l’assegnazione da parte dello stesso organo regionale alla Deco di Rodolfo Di Zio. Sino a quando non ci sarà il pronunciamento dell’organo di giustizia, la Regione non può avviare alcuna azione.

Il problema però è che allo stato attuale gli impianti di Grasciano con l’impressionante volume di rifiuti organici stoccati nei capannoni rappresentano una bomba ambientale ad orologeria. I principi di incendio ne sarebbero una dimostrazione.