Controguerra, pause e calo delle giornate di lavoro: due giorni di sciopero all’Avi Coop

Controguerra. Due giorni di sciopero dei lavoratori dell’Avi Coop. L’azienda del Gruppo Amadori con sede operativa a Controguerra.

 

Nel corso delle ultime due assemblee, infatti, le maestranze hanno proclamato di astenersi dalle prestazioni lavorative: 8 ore per ogni turno di lavoro per il 28 e 29 giugno prossimi.

“La protesta”, si legge in una nota congiunta delle organizzazioni sindacali, “è dettata dalle condizioni di lavoro estremamente pesanti, che nel corso degli anni hanno generato un’altissima percentuale di malattie professionali e dal fatto che le giornate lavorative continuano a diminuire”.

La questione è al centro di un tavolo di confronto con la proprietà, avviato lo scorso mese di novembre, e nata dopo le richieste dei sindacati di conoscere i piani di investimenti per il sito produttivo di Controguerra (per ridurre il calo delle giornate lavorative) e questo alla luce anche degli investimenti pianificati per il sito di Mosciano (All Coop, con 36 milioni) e sulla questione della rimodulazione dei carichi di lavoro e di vedersi riconosciute le pause all’interno dei turni di lavoro, dove i dipendenti hanno l’obbligo di indossare un abbigliamento adeguato e specifico, che deve essere igienizzato ad ogni pausa.

“L’azienda” si legge nella nota dei sindacati, “nel corso dei vari incontri ha dichiarato di voler rimodulare l’attuale sistema, introducendo sei pause da otto minuti, di voler retribuire 3 minuti dei 45 di pausa attualmente effettuati e tutti a carico dei lavoratori. Non dando soluzioni su come affrontare il calo delle giornate lavorative. Riteniamo inaccettabili che investimenti pubblici concessi alla All Coop arrechi danno all’interno della stessa provincia ad un’azienda dello stesso gruppo. Riteniamo altresì che sei pause da otto minuti, anziché risolvere il problema, accresca lo stress dei lavoratori obbligati ad indossare un abbigliamento adeguato, che deve essere tolto e rimesso ad ogni pausa”.

Le organizzazioni sindacali e le Rsa aziendale ritengono di aver tentato di mediare sulla vicenda pause (con una diversa rimodulazione), con l’inclusione nell’orario di lavoro e relativa retribuzione.

“Abbiamo provato anche a dare soluzioni per il calo di lavoro”, si legge ancora, ” chiedendo all’azienda di favorire il trasferimento di alcuni lavoratori, con criteri da individuare e condividere, nello stabilimento di Mosciano”. Di fronte a quella che viene definita una chiusura sull’ipotesi di individuare una soluzione condivisa, sono state indette le due giornate di sciopero.