Coronavirus Castiglione, l’incubo prosegue: 8 morti dall’inizio dell’emergenza

Castiglione Messer Raimondo. Otto morti, nel giro di una settimana, a Castiglione Messer Raimondo, inserito in zona rossa e considerato la ‘Vo’ d’Abruzzo’, dove si contano quasi 40 casi su poco più di duemila abitanti.

 

Anche il sindaco, Vincenzo D’Ercole – il più giovane primo cittadino della provincia e tra i più giovani della regione – è risultato positivo al Covid-19 ed è in isolamento a casa. L’ultima vittima è un uomo di 80 anni che era ricoverato in terapia non intensiva all’ospedale di Atri; aveva patologie pregresse. Castiglione, che si trova nella Val Fino, è stato inserito nella zona rossa, con apposita ordinanza del governatore Marco Marsilio, insieme a Castilenti, Montefino, Bisenti, Arsita ed Elice. Altri decessi si sono registrati anche a Castilenti e ad Elice.

 

“Io mi auguro che questo strazio che sta vivendo la nostra comunità possa finire al più presto – dice il sindaco, che è a casa pressoché asintomatico – un pensiero e un abbraccio a tutte le famiglie che in questo momento stanno perdendo i loro cari.

Verrà il giorno in cui queste anime potranno essere omaggiate e salutate come meritano”.

 

La cosiddetta rossa della Val Fino, a cavallo tra le province di Teramo e di Pescara, è stata istituita per ragioni sanitarie, per tutelare la popolazione, a cominciare naturalmente dagli abitanti che vi risiedono”: comincia così la dichiarazione del segretario del Partito Democratico abruzzese Michele Fina che raccoglie le criticità e le preoccupazioni dei residenti e dei sindaci della zona rossa.
Fina chiede alla Regione Abruzzo che “venga posta soluzione alla questione del trasporto e dello spostamento di coloro che, da un Comune all’altro della zona rossa, si muovono per esigenze legate alla fornitura dei servizi essenziali e che si esplori la possibilità della predisposizione di un presidio sanitario fisso dove medici e operatori possano essere posti al servizio della popolazione, evitando così di sovraccaricare ulteriormente gli ospedali, come quello di Atri, e attraverso diagnosi e tamponi ridurre le possibilità di contagio all’esterno.
La nostra solidarietà e il nostro pieno appoggio va ai sindaci, a cominciare da quelli che stanno pagando con la propria salute l’esposizione in prima linea. Assieme a medici e operatori sanitari i sindaci sono il riferimento dei cittadini in questa difficilissima fase; presidi da ascoltare e tutelare con attenzione. Un caloroso e affettuoso ringraziamento dell’intera comunità del Pd va a Vincenzo D’Ercole, un giovanissimo e combattente Sindaco che ha contratto il virus perché non si è risparmiato un solo minuto, al fianco dei propri concittadini”.