Lavori fuori orari non riconosciuti ai portalettere di Teramo, Alba, Atri, Roseto e Pineto: Ugl scrive all’ispettorato del lavoro

Teramo. Lavoro fuori orario e straordinario non riconosciuto. La segretaria provinciale dell’Ugl scritto all’ispettorato del lavoro chiedendo un intervento dell’organo di vigilanza per quanto concerne le attività lavorative negli uffici di Poste Italiane.

 

Nello specifico, l’organizzazione sindacale lamenta la situazione dei centri di recapito di Teramo, Alba Adriatica, Atri, Roseto e Pineto.

“Dopo aver segnalato numerose volte ai responsabili aziendali a tutti i livelli”, scrive il segretario provinciale Ugl, Cosimo Di Tanno, “ con particolare riferimento al responsabile delle risorse umane, Giuseppe Amoroso, “ chiediamo di essere auditi per verificare se tali comportamento rientrano nelle normative previste”.

 

Le situazioni da verificare.  “Dal 22 ottobre scorso”, si legge ancora, “ a seguito di una riorganizzazione logistica e gestionale, l’Azienda ha modificato orari e procedure di lavorazione nell’ambito dell’organizzazione del recapito con un sostanziale ridimensionamento del numero degli operatori e delle zone di recapito, giustificati, secondo l’Azienda, dalla diminuzione della corrispondenza tradizionale cartacea. Nonostante il notevole incremento del comparto pacchi.

Sono stati ridisegnati, per ogni portalettere, carichi di lavoro e zone di recapito nonché gli orari per l’espletamento degli stessi. Ogni operatore deve svolgere le sue mansioni in 7 ore e 12 minuti su 5 giorni dalle 8,00 alle 15,27.

Dall’inizio dell’applicazione del nuovo modello, tuttavia, ci sono stati subito dei notevoli problemi con la conseguenza che i tempi di consegna si sono dilatati senza controllo. Si verifica così che l’orario di lavoro si prolunga per molte ore dopo le 15,27 .

L’Azienda non richiede né autorizza formalmente alcuna forma di compenso per lo straordinario, lasciando che i lavoratori, costretti dai volumi da smaltire, agiscano di loro iniziativa. Mentre i responsabili non obiettano sulla mancata osservazione dell’orario di lavoro, per una serie di motivi che possiamo ipotizzare.

Avendo l’Azienda stessa, stabilito a tavolino i tempi e i modi di esecuzione delle prestazioni lavorative, infatti, non dovrebbe verificarsi alcuna necessità di straordinario, ma

 

la realtà di fatto smentisce la teoria- e i budjet a disposizione evidentemente non sono sufficienti a coprire le necessità.

Se tra i lavoratori qualcuno OSSERVA puntualmente l’orario stabilito, l’Azienda, attraverso i suoi responsabili territoriali attua nei suoi confronti una politica “non

amichevole”.

Quando i portalettere rientrano tardi in ufficio, inoltre, non trovano nessun responsabile di presidio. In particolare nell’ufficio di Teramo Recapito, dalle 16 in poi non c’è più nessun responsabile di riferimento per eventuali situazioni di emergenza (in caso di automezzi fermi, problemi accidentali ecc.).

L’ufficio suddetto ha così il cancello sempre aperto, senza nessuna sorveglianza all’ingresso con il rischio e pericolo, per i lavoratori interni, che chiunque possa introdursi anche malintenzionati.