L’Osservatorio sull’acqua del Gran Sasso: “Quanto accaduto due anni fa potrebbe verificarsi anche oggi”

Questa mattina l’Osservatorio indipendente sull’acqua del Gran Sasso ha tenuto una conferenza stampa per chiarire le iniziative dello stesso in conseguenza alla richiesta di nomina di un commissario per l’emergenza Gran Sasso da parte della Regione e sull’ipotesi chiusura del traforo del Gran Sasso da parte di Strada dei Parchi. Il 18 maggio un incontro pubblico con istituzioni e cittadini.

 

In merito alla paventata chiusura delle gallerie autostradali dell’A24, programmata per il prossimo 19 maggio, l’Osservatorio ha fatto notare la singolarità di una scelta del genere visto che sono 20 anni che si conosce la situazione di pericolo per l’acquifero del Gran Sasso a causa della mancata impermeabilizzazione delle gallerie. “Ancora più singolare”, ha continuato l’Osservatorio, “che questa arrivi dopo due anni dall’avvio dell’inchiesta della magistratura seguita dall’ultimo incidente dell’8 e 9 maggio 2017 e che ha portato alla richiesta di rinvio a giudizio per i vertici della Strada dei Parchi, dell’istituto nazionale di Fisica nucleare e della Ruzzo reti”.

Questo annuncio della chiusura ha offerto l’opportunità alla Regione di avanzare la proposta di un commissariamento per la messa in sicurezza dell’acquifero del Gran Sasso. L’Osservatorio ricorda però che l’esperienza del 2003 del commissario Angelo Balducci ha portato alla spesa di 80 milioni di euro senza che il problema della mancata impermeabilità delle gallerie fosse effettivamente risolto. Serve perciò “procedere rapidamente a mettere in atto le azioni necessarie per la messa in sicurezza definitiva dell’acquifero e dell’intero sistema Gran Sasso, garantendo il rispetto delle normative in difesa dell’ambiente e della salute, far allontanare le migliaia di tonnellate di sostanze pericolose per l’acqua che sono stoccate all’interno dei Laboratori, assicurare la trasparenza e la partecipazione della cittadinanza e individuare immediatamente le fonti finanziare che ammontano a circa 170 milioni di euro: una cifra che dovrà essere messa a disposizione dallo Stato”.

Nel corso della conferenza è stato anche annunciato che le associazioni Wwf Italia e Cittadinanzattiva hanno dato incarico all’avvocato Domenico Giordano per la costituzione di parte civile nel procedimento penale davanti al Tribunale di Teramo a carico dei vertici di Strada dei Parchi, INFN e Ruzzo Reti a seguito dell’incidente di due anni fa. Conclude l’Osservatorio: “Quanto accaduto due anni fa potrebbe verificarsi anche oggi, nonostante sia Procura abbia trasmesso da tempo a tutte le istituzioni le conclusioni della consulenza dei tre esperti incaricati durante le indagini, richiamando ciascun ente alle proprie responsabilità”.