Lotta all’erosione, i 7 Comuni teramani fanno fronte unico

I sette Comuni della fascia costiera teramana uniti per un fronte unico nella programmazione di un progetto valido che contrasti in modo efficiente il fenomeno dell’erosione che negli ultimi 10 anni ha spazzato via, su un tratto di costa di oltre 60 chilometri, più di 20 ettari di arenile.

L’ultima mareggiata è stata deleteria e da Pineto e Roseto è partito un appello affinché i 7 Comuni costieri teramani si coalizzino per dialogare con la Regione, con il Dipartimento per le Opere Marittime. Entro l’anno dovrà essere istituito un tavolo tecnico. Un elemento sembra già accomunare le amministrazioni locali: il ripascimento morbido non è più una strada da seguire.

Non solo, ma una ricerca scientifica e tecnica ha dimostrato che i pennelli sono la principale causa perché favoriscono l’accelerazione delle correnti erosive sotto vento, ovvero in direzione nord sud. La proposta che verrà formulata sarà quella di eliminarli laddove sono presenti, soprattutto a Pineto e a Roseto, zona Cologna Spiaggia e Riserva Naturale del Borsacchio. Tale materiale potrà essere recuperato ed utilizzato per la realizzazione delle barriere rigide al largo, sistemandole a spina pesce.

Certo, non sarà sufficiente per realizzare l’intera opera, ma contribuirà all’abbattimento dei costi. Uno studio a parte dovrà essere fatto per Giulianova che ha il porto e che rappresenta già una protezione naturale contro l’erosione nel tratto compreso tra la foce del torrente Salinello e il molo nord. Per il versante a sud bisognerà studiare una soluzione nel tratto tra via Lepanto e la foce del Tordino perché qui l’erosione è presente.

Per quanto riguarda pennelli e ripascimento, il fallimento di tali opere non è recente. Perché già nel 1984 il progetto Aquater, costato 14miliardi delle vecchie lire, che interessò tutta la zona della Riserva Borsacchio, dimostrò tutta la sua inefficienza. Qui mancano oltre 4 ettari di arenile, con un arretramento di circa 100 metri della linea di costa su un tratto di 3 chilometri. Sarebbe bastato prendere spunto da questo per non ripetere lo stesso errore.