Pineto, ”Conosciamo chi lavora”: i risultati presentati dalla CPO comunale

Si è tenuto sabato 13 aprile, nella Sala Corneli di Villa Filiani, il convegno “Conosciamo chi lavora”, organizzato dalla locale Commissione per le Pari Opportunità in collaborazione con il Comune di Pineto.

Dopo i saluti della Presidente della Commissione per le Pari Opportunità Cristina Marcone, le consigliere della CPO Ortenzia Matalucci e Anna D’Amario hanno presentato lo studio illustrando i dati emersi a seguito della somministrazione di un questionario specifico per monitorare la situazione del lavoro femminile (e non solo) sul territorio di Pineto. Il progetto è iniziato con la preparazione di un format che è stato distribuito alle aziende locali e che è stato fatto compilare in forma strettamente anonima a circa 800 dipendenti (donne e uomini), su argomenti vari che spaziavano dalla famiglia agli orari, dal livello di istruzione alla tipologia di spostamenti per raggiungere il luogo di lavoro. I questionari riconsegnati sono stati caricati su tabulati e i dati dedotti comparati tra loro in modo da delineare un profilo più calzante alla realtà territoriale.

Ad analizzare i risultati, alla presenza del Sindaco Robert Verrocchio, dell’Assessora Daniela Mariani e del Presidente del Consiglio Comunale Ernesto Iezzi, sono intervenuti due esperti: la Professoressa Rocchina Staiano (Avvocata giuslavorista e docente dell’Università di Teramo) e il Professor Giancarlo Prosperi (Sociologo e docente dell’Istituto Comprensivo Statale di Notaresco). Ha moderato l’incontro la giornalista e consigliera della Cpo Edda Migliori.

I RISULTATI. “La battaglia verso la parità di opportunità nel mondo del lavoro è iniziata con la l. 903/1977! Dai dati eurostar vi è difficoltà lavorativa delle donne nella fascia di età tra i 25-49, la disoccupazione aumenta man mano che le donne hanno figli! Da qui si deduce che la situazione del lavoro femminile italiana sia fortemente connessa a quella familiare! – ha dichiarato la prof.ssa Rocchina Staiano- Lo Stato ha messo in campo alcuni strumenti ad esempio congedo di paternità (che con direttiva europea approvata da pochi giorni passa nel 2022 da 4 giorni obbligatori a 10 giorni), art. 23 d.lgs. 80/2015 che prevede sgravi per i datori privati che utilizzino il telelavoro, la l. 87/2017 che disciplina il lavoro agile nei settori privati e pubblici ed infine bisognerebbe migliorare il congedo parentale”.

“I dati analizzati fanno emergere una situazione non esaltante – ha spiegato il prof. Giancarlo Prosperi – La distribuzione di uomini e donne nel mondo del lavoro è molto disomogenea, sia in senso orizzontale che verticale, senza considerare gli aspetti sociologici o le implicazioni di natura etico-politica sottolineato che le discriminazioni di genere sono soprattutto dannose per l’economia perché riducono l’efficienza del sistema e le sue prospettive di sviluppo”.