Potabilizzatore Montorio, “Dati negati”: Berardini ricorre al Tar

Il Movimento 5 Stelle, come preannunciato qualche settimana fa, ha effettuato una richiesta di accesso agli atti alla Ruzzo Reti S.p.a., per il tramite del Deputato Fabio Berardini, al fine di verificare puntualmente chi abbia maneggiato negli ultimi mesi le sostanze chimiche all’interno del potabilizzatore di Montorio al Vomano.

“La Ruzzo Reti, con nota del 14 maggio 2019, ha inviato la documentazione relativa ai registri di conduzione dell’impianto, oscurando però tutti i nominativi e le firme di chi ha effettuato le operazioni di gestione delle sostanze chimiche. Appare assurdo, infatti, che dopo le rassicurazioni date dalla Presidente Cognitti sulla corretta gestione del potabilizzatore, vengano oscurati questi dati di fondamentale importanza nonostante un accesso agli atti effettuato da un Parlamentare della Repubblica”, scrive il Deputato Fabio Berardini.

“Ritengo veramente assurdo che la Ruzzo Reti abbia oscurato i dati relativi alle persone che materialmente effettuano le operazioni di gestione delle sostanze chimiche all’interno del potabilizzatore. Provvederò immediatamente a diffidare la Società a fornirmi questi dati in quanto stiamo parlando dell’acqua che tutti beviamo. In caso contrario mi verrò costretto a rivolgermi al Tribunale Amministrativo poiché ritengo che questa indagine sia di fondamentale importanza per la tutela della collettività da eventuali irregolarità” conclude il Deputato del Movimento 5 Stelle.

Puntuale la risposta del presidente del CdA della Ruzzo Reti, Alessia Cognitti. “Si specifica che Ruzzo Reti è stata impossibilitata a fornire i dati delle guardie giurate a a causa del diniego ricevuto dal Titolare della società di vigilanza che, a fronte di una richiesta formale da parte di Ruzzo Reti a fornire i dati richiesti dall’accesso agli atti dell’On. Berardini, ha risposto con una pec del 26/04/2019, nella quale sono riportate le seguenti testuali parole. Si specifica inoltre che l’aver omesso la comunicazione dei nominativi dei dipendenti (nel rispetto del Regolamento UE n. 679/2016 e dal D. Lgs. n. 196/2003) e delle guardie giurate nulla toglie rispetto ad una analisi approfondita delle attività effettuate all’interno dell’impianto, considerando il fatto che nella nota di risposta all’accesso agli atti abbiamo fornito, pur se non richiesto dall’On. Berardini, una descrizione dettagliata dell’impianto, dell’organizzazione del personale, della gestione dei controlli della qualità dell’acqua e dei controlli che effettua l’autorità di controllo (ASL). Esaminando con attenzione la documentazione fornita è possibile comprendere esattamente gli interventi che vengono eseguiti sull’impianto e da quale personale. Infine, si specifica che l’impossibilità di consegnare i dati delle guardie giurate era stata esposta all’On. Berardini già prima dell’invio della risposta all’accesso agli atti, in occasione dell’incontro effettuato presso Ruzzo Reti, quando è stata esplicitata con dovizia di particolari la gestione in sicurezza dell’impianto, nell’interesse dei cittadini, ed è stato anche inviato l’On. Berardini ad effettuare un sopralluogo conoscitivo. Ci dispiace di tornare tanto spesso sullo stesso argomento ma l’On. Bernardini ci sollecita e non vogliamo lasciare senza risposta le sue osservazioni, soprattutto nell’ottica della trasparenza che dobbiamo alla Cittadinanza”.