Ricorso al calendario venatorio: la posizione dell’associazione Amici di Scolopax Abruzzo

In merito al ricorso che la Federcaccia Abruzzo ha presentato al tribunale amministrativo regionale, l’associazione Amici di Scolopax delegazione Abruzzo è rimasta stupita dalla presa di distanza da parte delle associazioni Arcicaccia, Liberacaccia ed Enalcaccia della provincia di Teramo.

“I numerosissimi appassionati cacciatori hanno stigmatizzato siffatta inopportuna iniziativa intrapresa dai propri rappresentanti contro un legittimo e doveroso atto a tutela dei cacciatori ed in particolare dei beccacciai”, scrive l’associazione in una nota.

“Il calendario venatorio modificato in data 04/09/2018 dalla Regione Abruzzo impone severe ed ingiustificate limitazioni a chi è appassionato della caccia alla specie beccaccia. Il calendario venatorio così presentato evidenzia inoltre profili di illegittimità in alcuni punti con la normativa vigente ovvero la L.157/92, vietando la caccia alla beccaccia nel mese di gennaio pur permettendo la caccia al beccaccino fino al 20 gennaio esplicitamente ed esclusivamente in appostamento fisso, ovvero nel modo espressamente vietato dalla legge (L.157/92, art. 18 c.8). Il calendario venatorio nell’assimilazione del parere ISPRA così come elaborato ed emanato palesa contradditori provvedimenti nei punti riferiti alle suddette specie
(Beccaccia – Beccaccino).

In particolare il parere ISPRA (integrazione n.3) disponibile sul sito della regione Abruzzo suggerisce per la beccaccia “…omissis…un periodo di caccia compreso tra il 1° ottobre ed il 10 gennaio risulta teoricamente compatibile con il periodo di fine della riproduzione e dipendenza definito dal documento “Key Concepts”. Lo stesso parere ISPRA nel prosieguo calca la mano restrittiva aggiungendo con ridondante ideologica affermazione che: “…omissis… stante lo stato di conservazione della specie e la forte pressione venatoria alla quale viene sottoposta, l’ISPRA considera idonea per la conservazione e la razionale gestione della specie la chiusura della caccia al 31 dicembre”.

Or dunque appare quanto meno contradditorio un parere così articolato visto che per la beccaccia la classificazione SPEC 3 non è più attuale e lo stato di conservazione attuale rende compatibile il prelievo venatorio almeno fino al 10 gennaio.
Rimane tra l’altro incomprensibile il concetto gestionale e conservativo applicato per una specie migratoria visto che per regioni vicine e confinanti quali il Lazio, Marche e Molise sono previsti per le stesse specie differenti tempi di prelievo.
L’Italia continua ad essere il paese dei due pesi e due misure e rimaniamo basiti a fronte di siffatte strumentali azioni ideologiche. Appare inoltre insopportabile che il comparto venatorio non perda occasione per lasciare emergere contrapposizioni e divisioni che nessun contributo apportano alle problematiche gestionali cui sarebbero chiamati a rispondere. Sarebbe ora di fare, piuttosto che parlare (e scrivere) per apparire”.