Roseto, “Casa Mataloni”: crollano ancora muri e pareti

Lotta contro le intemperie e le mareggiate “Casa Mataloni”, il vecchio fabbricato che si trova nel cuore della Riserva Naturale del Borsacchio. Una strenua resistenza ma il destino di quella che era meglio conosciuta come “Casa Verde” sembra ormai segnato.

Due anni fa il primo parziale crollo dell’ala sud dell’immobile, un casolare occupato da una famiglia di contadini, quando il mare era distante più di 150 metri e dinanzi vi era un importante vigneto. Poi l’erosione ha spazzato nel tempo il terreno, con il mare che ha conquistato spazio sino a costringere gli occupanti ad abbandonare la casa.

Era la notte tra il 17 e il 18 novembre del 2017 quando a seguito di una violenta mareggiata da Grecale, con raffiche di vento ad oltre 60 chilometri orari una parte dell’edificio crollò. La situazione è peggiorata negli ultimi due mesi. Perché la parte dell’immobile costruita negli anni ’60 nei giorni scorsi ha ceduto di nuovo. I segni dell’implosione sono evidenti e se il lato di sud ovest ancora resta in piedi è perché l’impalcatura sistemata dal proprietario dei terreni e del fabbricato, l’imprenditore teramano Sabatino Cantagalli, ha retto.

La parte frontale, quella che si affaccia sul mare, è invece ridotta ad un cumulo di macerie. Resiste, invece, l’ala nord di “Casa Mataloni”, quella di vecchia realizzazione, costruita probabilmente negli anni ’40, fatta di pietre e malta. Le correnti marine hanno scavato attorno alle fondamenta, hanno tolto ogni base d’appoggio all’impalcatura. Ma il manufatto resiste.

Tuttavia rappresenta un pericolo perché è innegabile che le condizioni dell’immobile sono precarie, i muri sono instabili. E purtroppo il luogo è anche piuttosto frequentato, sia di giorno, sia di notte. C’è chi notte tempo ha rivendicato con bombolette spray il dissenso alle trivelle e alla Tav. Esiste una relazione degli uomini della capitaneria consegnata al Comune di Roseto due anni fa.

L’immobile, trovandosi all’interno dell’area protetta, non può essere al momento abbattuto, né ristrutturato in assenza del PAN, il Piano di Assetto Naturalistico. Intanto, continua a rappresentare un pericolo concreto.