Roseto, il delta del Tordino torna in asse. Ma gli argini sono ancora a rischio (FOTO)

E’ bastato davvero poco per rimettere quasi in asse rispetto al proprio letto la foce del fiume Tordino.

Laddove non è arrivato l’uomo, soprattutto per negligenza, ci ha pensato Madre Natura ad aprire un varco nella barriera di ghiaia che si era formata con le piene precedenti per consentire all’acqua di defluire centralmente, evitando quella deviazione di oltre 45 gradi in direzione nord e che era stata la causa dello scarico di tonnellate di sedimenti e rifiuti organici sulla spiaggia di Giulianova.

In meno di un mese il fiume Tordino ha ripreso a depositare sabbia e ghiaia anche sul lato sud, ricreando un tratto di oltre 30 metri di sedimenti in prossimità di un piccolo ristorante e all’altezza del camping Stork. Qui i pennelli realizzati per il ripascimento morbido hanno svolto la loro funzione, ma impediscono che le correnti da nord possano trasportare nel tratto più a sud i materiali sedimentari necessari per contrastare il fenomeno erosivo.

Nel frattempo, sia il Comune di Giulianova sia quello di Roseto sono in attesa degli interventi promessi dalla regione contro il dissesto idrogeologico e che prevedono investimenti da oltre un milione di euro per il consolidamento degli argini e il riallineamento della foce. Il fatto che si sia ricreato uno sbocco del delta quasi a metà dei due territori è solo un palliativo.

La foce deve essere allargata di una decina di metri, anche per consentire che le acque non ristagnino evitando inutili allarmismi, come quelli di pochi giorni fa quando alcune persone gridarono all’inquinamento per la presunta presenza di liquami. In realtà, si tratta di alghe scure presenti sul fondale ghiaioso del letto del fiume, tipiche di questo periodo. Inoltre nei punti in cui l’acqua ristagna, complice anche le temperature per nulla fredde, le alghe si staccano dal fondale e si depositano a ridosso degli argini dando l’illusione della presenza di liquami.

Intanto il Comune di Roseto ha sistemato una transenna per impedire che le auto possano percorrere il lungofiume sino all’altezza del ponte ciclopedonale in legno. Sotto le arcate più volte nei mesi scorsi sono stati abbandonati dei rifiuti. Ma c’è chi continua a scaricare notte tempo la propria spazzatura a ridosso del letto del Tordino.