Roseto, per la difesa della costa il Comune chiede le scogliere a spina pesce

Roseto. Rimodulare le scogliere a spina pesce creando un angolo di circa 90 gradi rispetto alle correnti da scirocco e levante.

 

E’ la richiesta che il Comune di Roseto ha avanzato nei giorni scorsi al dipartimento per le Opere Marittime della Regione Abruzzo relativamente alla protezione della linea di costa che riguarda la frazione di Cologna Spiaggia, interessando anche lo specchio di mare antistante la Riserva Naturale del Borsacchio, completamente esposto al fenomeno erosivo su un tratto di 2 chilometri e mezzo, privo di qualsiasi barriera. Della vicenda si sta interessando direttamente il vice sindaco Simone Tacchetti che ha sollecitato il governo regionale.

 

“La nostra richiesta si basa”, ha spiegato Tacchetti, “su un chiaro dato di fatto. A Roseto dove le scogliere sono a spina pesce hanno assicurato nel tempo un ripascimento naturale ridisegnando e ampliando la linea di costa. I frangiflutti sistemati in questo modo assicurano una maggiore protezione rispetto alle mareggiate da levante e da grecale che sono poi quelle che accentuano l’erosione. Allo stesso tempo con le correnti e le mareggiate da nord favoriscono il deposito dei sedimenti ampliando l’arenile”.

 

Ripensare le scogliere comporterebbe un impegno oneroso della Regione che comunque ha l’obbligo di chiamare in causa il Ministero dell’Ambiente per intercettare finanziamenti, magari anche dell’Unione Europea. Oltretutto dovrà essere recuperato anche il materiale presente già in mare per rimodellare eventualmente le scogliere, abbattendo in parte i costi. Roseto ha lanciato la sua idea per la difesa della costa. Ma è chiaro che il tema dell’erosione è delicato perché riguarda circa l’80 per cento della costa abruzzese. Pertanto la progettazione che la Regione dovrà mettere in campo dovrà interessare anche altri Comuni costieri.