Sanità locale: “Teramo deve riacquisire centralità”

Il Comitato Ristretto dei Sindaci è disponibile alla costituzione di un tavolo istituzionale dove convogliare le istanze di partecipazione e confronto sulla Sanità, in cui far convenire le proposte e le analisi per favorire e giungere alle decisioni migliori per il potenziamento della qualità dell’offerta sanitaria della nostra provincia.

 

È l’ipotesi avanzata stamane dal Sindaco di Teramo Gianguido D’Alberto durante il convegno che si è svolto in provincia proprio sulla tematica della sanità locale, al quale hanno partecipato molti rappresentanti istituzionali del territorio. Il Sindaco nell’intervento col quale si è concluso l’incontro, ha ribadito le posizioni in termini generali ed in particolare sulla questione del nuovo ospedale. Ha pertanto sottolineato la necessità di riacquisire al capoluogo di provincia centralità sostenendo che: “Una provincia forte è una provincia che lavora potenziando, rafforzando, raccogliendosi intorno alla città capoluogo. Non penso – ha aggiunto – che una provincia possa essere forte e competitiva con altre se se ne indebolisce il capoluogo; il capoluogo deve assumere quella valenza geografica, politica, culturale e istituzionale, che dà forza all’intero territorio, altrimenti perdiamo tutti”.

È proprio in questa ottica: “Come Presidente del Comitato ristretto dei Sindaci, ne dichiaro la disponibilità a porsi come sede, luogo della canalizzazione del confronto e del dibattito sulla Sanità. L’organismo può raccogliere tutte le istanze e svolgere quella attività, che di fatto non ha mai svolto, di proposta, di iniziativa, di suggerimento. Il Comitato non deve essere chiamato solo quando a ciò è obbligato dalla legge ma deve riappropriarsi di un ruolo centrale”. Quindi un appello alle responsabilità della politica: “Siamo tutti consapevoli che la sanità è completamente cambiata, viaggia ad una velocità doppia rispetto a quella della politica. La situazione così com’è non può restare, perchè rischiamo di indebolirci mentre gli altri territori vanno avanti. In questo momento non stiamo giocando la partita del riordino della rete ospedaliera. Il consiglio comunale congiunto con L’Aquila nasce da questo obiettivo: noi vogliamo entrare in partita, vogliamo ragionare e dialogare sul tema della sanità in un’ottica molto più ampia del localismo, che avrebbe una visione circoscritta e ci infilerebbe in una logica di veti incrociati che non ci porterebbe in alcun posto. Dobbiamo porci in un’ottica più vasta, sollecitando soprattutto la Regione a dire cosa vuole fare della sanità abruzzese; non c’è mai stata una indicazione chiara di cosa si vuol fare e io oggi ho la forte sensazione, suffragata dai fatti, che in realtà siamo tornati all’anno zero”. Il riferimento all’asse Pescara-Chieti “Che sta molto più avanti” è chiaro. “Bisogna assumere decisioni politiche, recuperare forte capacità istituzionale, far sentire la nostra voce. Ecco perché il consiglio comunale con l’Aquila: per rappresentare le esigenze congiunte di due aree penalizzate e spingere la Regione a riequilibrare l’asse e soprattutto a darci indicazioni”.

Queste le motivazioni per le quali secondo D’Alberto il dibattito sulla nuova Sanità non può ridursi al mero ragionamento su dove fare il nuovo ospedale, “Perché questo viene dopo, prima dobbiamo capire che tipo di ospedale fare. Il nostro obiettivo è la qualità dell’offerta sanitaria, in linea con il diritto alla salute del cittadino, tutte le altre questioni sono strumenti per raggiungere tale obiettivo. E per fare questo, invoco anche il coinvolgimento dei medici e del personale sanitario, perchè la loro voce su questo tema è necessaria, fondamentale, strategica”.

(Foto di repertorio)