Teramo, fondi per la formazione allo Zooprofilattico: esposto del FSI-USAE

Il Sindacato Indipendente FSI-USAE dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Abruzzo e del Molise “G. Caporale”, con lettera raccomandata indirizzata alla Procura della Corte dei Conti, alla Guardia di Finanza e alla Procura della Repubblica, denuncia l’illecito utilizzo di fondi pubblici da parte dell’Amministrazione IZS Teramo relativamente alle attività formative svolte da personale dipendente e non.

 

L’attuale concetto di trasparenza, cita l’esposto, è inteso a favorire forme diffuse di controllo sull’utilizzo delle risorse pubbliche assumendo ruolo decisivo nella lotta alla corruzione e all’illegalità. Le Pubbliche Amministrazioni possono sostenere spese per la formazione dei propri dipendenti a condizione che le iniziative formative siano state preventivamente individuate nell’ambito di un Piano di Formazione del personale (PFA), che si passi attraverso la quantificazione del limite di spesa e la delibera dei fondi.

Il Piano di Formazione Aziendale (PFA) annuale è inoltre documento che va obbligatoriamente sottoposto alla contrattazione collettiva decentrata con i Sindacati entro l’anno precedente, deliberato entro il primo mese dell’anno cui la Formazione è rivolta e programmata e trasmesso, a fini informativi, alla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della funzione pubblica e al Ministero dell’Economia e delle Finanze sempre entro il 30 gennaio di ogni anno.

 

L’Amministrazione IZS Teramo fino al 2017 non ha mai presentato Piani Formativi alle Organizzazioni Sindacali, erogando illegalmente formazione e discriminando in tal senso il personale dipendente, soprattutto con l’inserimento nelle attività formative del personale precario a contratto che, per definizione, non va formato tranne che in casi eccezionali legati all’obiettivo del progetto assegnato.

Deviando da precisi obblighi di Legge, si è automaticamente discriminato negli anni, negando il diritto di ciascun dipendente al proprio sviluppo professionale, soprattutto nell’ottica dell’attuale contesto meritocratico per quanto riguarda performances e avanzamenti di carriera.

 

Caso emblematico è rappresentato dalla recente assegnazione indebita di partecipazione a corsi post Universitari (Master) mai inseriti in nessun Piano di Formazione e da sempre ricompresi nella formazione esterna facoltativa a spese del dipendente e al di fuori dell’orario di lavoro.

La delibera di assegnazione di tali attività passa, obbligatoriamente, attraverso la pubblicazione di un bando e la verifica, nell’ottica del contenimento della spesa pubblica, di eventuali professionalità già presenti in Azienda, valutando poi le domande di partecipazione e adottando la delibera di utilizzo dei fondi pubblici.

 

Nulla di tutto questo e, nonostante il parere contrario dei Sindacati e dello stesso Responsabile del Reparto Risorse Umane, di cui riportiamo uno stralcio – omissis… l’anomalia costituita dal fatto che l’Istituto continua ad autorizzare corsi di formazione al proprio personale in assenza di un piano di formazione concordato con i sindacati che, come già detto, costituisce conditio sine qua non per poter sostenere spese a tal fine….omissis…sottolineo i rischi derivanti dall’assenza dei citati documenti invitando te e il Direttore Amministrativo a valutare l’opportunità di riavviare immediatamente la discussione con i sindacati….omissis….- l’allora Direttore Sanitario Giovanni Savini e l’allora Direttore Amministrativo Giancarlo Cecchini hanno autorizzato la spesa con la benedizione della Direzione Generale.

 

Il Piano Formativo in cui risultano inserite tali attività non è stato approvato in sede di contrattazione per numerose criticità evidenziate dal Sindacato FSI-USAE ma risulta erroneamente approvato in tutti i documenti e delibere amministrative, dando così conformazione dolosa al danno erariale determinato e alle disparità create nell’ambito del personale dipendente del comparto.

Nonostante le palesi illegalità e la discriminazione operata ai danni dei dipendenti, determinata dal fatto che tali attività formative danno corsia preferenziale per le carriere, la sola FSI-USAE diffidava ripetutamente l’Amministrazione mentre i Sindacati Confederali si uniformavano alle scelte Amministrative senza nessuna presa di posizione.

Alla Corte dei Conti e alle Procure interessate spetta allora una parola di verità su quello che si configura come atto di estrema gravità, alla luce delle false dichiarazioni riportate in delibera e negli altri documenti forniti alle competenti autorità.

Gli uffici interessati sono stati invitati dal Sindacato FSI-USAE a provvedere al recupero delle somme per tutte le attività formative erogate, con l’aggiunta delle spese di missione relative non solo alle attività accennate, ma a tutte le spese illegalmente erogate relative a tutte le attività formative svolte, risalendo ai limiti temporali di prescrizione del danno erariale, senza Piani di Formazione presentati e sottoposti all’approvazione dei Sindacati, conditio sine qua non per poter sostenere spesa pubblica per tali attività, come chiaramente specificato dal Responsabile Risorse Umane nel parere contrario espresso e non ascoltato.