Teramo, gli sfollati: “Presidente Marsilio, ci aiuti”

Fanno sentire la loro voce gli inquilini ERP (edilizia residenziale pubblica) di Teramo, il cui comitato è presieduto da Leo Iachini.

“Egregio Presidente, è iniziato il 2019 e la speranza che ci ha accompagnati fino ad oggi comincia a trasformarsi pian piano in desolazione, abbandono e rassegnazione; le centinaia di famiglie fuori casa ormai da 26 mesi nutrono purtroppo questo tipo di sentimento e non esiste ad oggi un segnale che possa far riaccendere la luce nei loro occhi – scrivono al neo Presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio – Come Lei ben sa la situazione degli edifici A.t.e.r. in provincia di Teramo è molto preoccupante e l’immobilismo degli anni trascorsi ha fatto si che ad oggi non esista ancora un edificio in cui siano iniziati i lavori di messa in sicurezza e miglioramento sismico. Conosciamo uno ad uno i problemi che hanno impedito che ciò avvenisse, dalla carenza del personale degli enti, alle procedure lunghe e complicate fino alla burocrazia che blocca questo Paese, ma non vogliamo per questo e in nessun modo, in questo delicato momento di cambio della governance regionale, addossare colpe e puntare il dito, vogliamo soltanto che inizi un percorso e che si imbocchi una strada diversa che permetta alle persone di poter tornare finalmente nelle proprie case. Non siamo certamente in grado e non è nelle intenzioni, di giudicare il lavoro svolto fino ad oggi ma la prospettiva di un rinnovamento dirigenziale dei principali enti A.t.e.r. e U.S.R. con conseguenti ed eventuali nuove nomine a capo di esse, ci spaventa non poco perché rischia di provocare come effetto immediato un ulteriore stallo ed il trascorrere di altri mesi senza passi in avanti”.

“Per questi motivi pretendiamo da Lei Presidente, dai futuri Assessori e Consiglieri il massimo impegno per il raggiungimento di uno scopo che deve essere condiviso e comune, che ogni scelta e decisione importante venga fatta solo ed esclusivamente nell’interesse dei cittadini e che il tutto si verifichi lasciando per una volta da parte gli obbiettivi personali e i colori politici perché la comunità teramana non permetterà e non tollererà che si perda altro tempo. Signor Presidente voglia perdonarci per il tempo sottrattoLe per la lettura delle nostre richieste ma lo diciamo con il cuore che il tempo delle parole e delle promesse non mantenute è ormai passato, è arrivato in maniera inderogabile il momento di agire perché la speranza è ormai divenuta sofferenza e sinceramente SIAMO STANCHI DI SOFFRIRE”.