Teramo, lo Sportello sociale: “Apertura del Comune all’Osservatorio per il diritto alla casa”

L’Osservatorio permanente per il diritto alla casa si è riunito lunedì scorso per discutere sia sul bando per l’emergenza abitativa sia per verificare la disponibilità degli appartamenti di via Longo.

 

All’incontro hanno partecipato oltre al sindaco anche l’assessore di competenza, due funzionari comunali, l’Ater, i sindacati degli inquilini e lo Sportello sociale Usb, promotori dello stesso. Nello specifico è emerso che il bando per l’emergenza abitativa avrà come termine l’8 marzo e verranno assegnati poi gli alloggi pari al 30% di quelli nella disponibilità del Comune. A giugno invece gli appartamenti di via Longo rientreranno nella disponibilità del Comune che, ai fini della riqualificazione, ritiene di conservare il carattere sociale degli alloggi da destinare all’edilizia residenziale pubblica.

Inoltre il sindaco ha accolto la proposta dello Sportello sociale di convocare i sindacati degli inquilini e dei proprietari per introdurre eventuali misure di carattere sociale all’accordo per il canone concordato. Durante la riunione lo Sportello ha evidenziato la necessità di costituire un fondo sociale per il diritto alla casa: “La porteremo come proposta più strutturata nel prossimo incontro dell’Osservatorio previsto per la fine di marzo. Siamo soddisfatti di questo primo incontro e vogliamo evidenziare la non scontata apertura dell’amministrazione comunale – e in particolare del sindaco – per la disponibilità e per la decisa volontà politica di contribuire a istituire e portare avanti l’Osservatorio permanente per il diritto alla casa.”

Il commento si conclude così: “Da parte nostra ci teniamo a sottolineare che lo Sportello sociale continuerà a monitorare la situazione e promuovere concretamente le attività volte alla garanzia per il diritto alla casa. Saranno sollecitati gli attori istituzionali ed i cittadini alla partecipazione e alla consapevolezza della solidarietà sociale, proseguendo la lotta a fianco alle persone in difficoltà. Nella convinzione che solo l’unificazione delle lotte, dalla casa all’accoglienza e inclusione dei migranti, dal lavoro al contrasto a ogni forma di fascismo e razzismo, può determinare un miglioramento delle condizioni di vita delle persone e in particolare dei ceti popolari”.