Teramo, sottopasso di Villa Pavone: “Dovranno essere eliminate le barriere architettoniche”

Raffaele Raiola, architetto e direttore del laboratorio territoriale “L’Architetto condotto”, a seguito di sopralluogo e di misurazione delle quote plano-altimetriche, ha verificato che sarebbe stato possibile realizzare già da subito una sequenza di rampe nel sottopasso di Villa Pavone con pendenza inferiore all’8% di larghezza pari a quella del sottopasso.

La questione nasce dall’inaugurazione della rotatoria di Villa Pavone nel marzo scorso, nel corso della quale ci furono rassicurazioni sulla futura realizzazione di sottopassi in un’opera che non prevedeva “né marciapiedi, né percorsi protetti per i pedoni e per i disabili, anzi nei punti di accesso erano stati installati segnali stradali verticali con divieto di accesso ai pedoni”, dice Raiola.

“Si apprendeva nei giorni successivi che RFI (Rete Ferroviaria Italiana) avrebbe immediatamente dato inizio ai lavori per la realizzazione del sottopasso pedonale di Villa Pavone – situato al km 22+795 della Linea Giulianova – Teramo – la cui consegna era programmata per il mese di settembre e che per l’avvio di detti lavori quel passaggio a livello sarebbe rimasto chiuso, e l’unico a rimanere aperto sarebbe stato quello presso la Chiesa di Cartecchio. Quel giorno dal palco tutti garantirono che il sottopasso sarebbe stato realizzato con due rampe ciclopedonali con una pendenza inferiore all’8%, ma non fu mai possibile prendere visione del progetto. Pertanto solo all’ultimazione dell’opera si è appreso che prima del sottopasso di circa due metri con provenienza da Villa Pavone era stata realizzata una rampa con pendenza inferiore all’8%, mentre subito dopo il sottopasso ferroviario erano state realizzate quattro rampe di scale per raggiungere la SS 80, per i diversamente abili invece era prevista l’installazione di un montascale”.

E ancora: “Comunque i cittadini non hanno gradito questa soluzione, e lo stesso presidente dell’Ordine degli Architetti della Provincia di Teramo arch. Raffaele Di Marcello ha dichiarato che quello non è certamente un percorso accessibile a tutti e che il montascale non garantisce un’accessibilità autonoma ad una persona con la carrozzina, alle mamme con i passeggini, alle biciclette e che certamente questo intervento è in contrasto con l’obiettivo posto dall’Amministrazione comunale che intende redigere un Piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche. L’amministrazione comunale nel momento in cui andrà ad approvare il P.E.B.A. (Piano per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche) dovrà adeguare a detta programmazione urbanistica di settore tutte le opere con presenza di barriere architettoniche e quindi di conseguenza anche questo sottopasso”.



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