Tortoreto, inchiesta sugli scuolabus Fratarcangeli: indagata anche l’ex sindaco

La procura di Teramo ha chiuso l’inchiesta a carico della ditta Fratarcangeli-Cocco che ha investito anche il Comune di Tortoreto.

Sono sette le persone indagate con reati che vanno a vario titolo dalla frode nelle pubbliche forniture, all’omessa denuncia, omissione d’atti d’ufficio, falsità materiale e uso di atto falso.

A rischiare il processo, nel fascicolo a firma del sostituto procuratore Davide Rosati, sono l’ex sindaco di Tortoreto Alessandra Richi; Angelo Romagnoli, all’epoca dei fatti in qualità di comandante facente funzioni della polizia municipale di Tortoreto; Pasqualina Clementoni, l’allora dirigente responsabile del settore 2 del Comune (Personale, Scolastico, Materno); Vincenzina Cocco, Angelo e Giovanni Fratarcangeli, soci e amministratori della ditta; Giacomino Di Giacomo, referente della società.

Secondo le indagini, condotte dalla sezione di polizia giudiziaria della polizia stradale di Teramo, diretta da Stefano Di Stefano, e dalla sezione tributaria della Guardia di Finanza, gli indagati, ognuno limitatamente alle proprie responsabilità, avrebbero chiuso un occhio sulla manutenzione degli scuolabus adoperati per il trasporto pubblico all’interno del territorio comunale di Tortoreto.

All’ex sindaco, così come al comandante facente funzione della municipale, viene contestata l’ipotesi di reato dell’omessa denuncia: per la procura entrambi non avrebbero denunciato la presunta manomissione delle date di revisione degli estintori presenti su tutti gli scuolabus, come verificato da un verbale della polizia municipale.

La dirigente Clementoni, sempre secondo le indagini, avrebbe invece saputo delle continue problematiche di sicurezza dei mezzi, ma avrebbe di fatto impedito che si procedesse alla risoluzione del rapporto tra ditta e Comune come invece previsto dal contratto.

I soci, amministratori ed il referente della ditta, già a processo per analoghi fatti riscontrati a Teramo e Silvi, non avrebbero infine dal canto loro adempiuto alla prevista manutenzione ordinaria dei mezzi. Gli indagati rischiano adesso di finire a processo in caso di richiesta di rinvio a giudizio da parte della procura di Teramo.

Tra i legali degli indagati, gli avvocati Antonio Luciani e Stefania D’Addario.