Tossicia, operazione Ghost workers: la Cassazione conferma la scarcerazione per due

La Corte di Cassazione, seconda sezione penale, all’udienza di ieri ha disposto il rigetto del ricorso per Cassazione proposto dal sostituto Procuratore della Repubblica Enrica Medori.

 

Nella sostanza si conferma definitivamente la decisione con quale il Tribunale del riesame de L’Aquila il 14 febbraio 2019, in accoglimento del ricorso del difensore avvocato Vincenzo Di Nanna, aveva annullato per “difetto dei gravi indizii di colpevolezza” l’ordinanza di custodia cautelare in carcere e di arresti domiciliari, applicate dal Gip di Teramo, rispettivamente, ai coniugi Daniel e Cristina Di Rocco.

 

Nel ricorso al riesame l’avv. Vincenzo Di Nanna aveva sostenuto l’assoluta insussistenza dei gravi indizi di colpevolezza, illogicità e contraddittorietà della motivazione dell’ordinanza di custodia cautelare (ricorso ex art. 309 c.p.p.) e contestato le accuse formulate dal pm.

 

Quest’ultimo, con ricorso datato 22 marzo 2019, aveva impugnato per cassazione l’ordinanza di scarcerazione emessa dal Tribunale del riesame, sostenendo “la mancanza o manifesta illogicità della motivazione” del provvedimento.

 

All’udienza tenutasi ieri dinanzi alla Suprema Corte, il Procuratore Generale ha concluso per l’accoglimento del ricorso proposto dal Pubblico Ministero di Teramo, chiedendo l’annullamento con rinvio dell’ordinanza impugnata.

 

Il difensore Vincenzo Di Nanna, ha concluso per  l’inammissibilità o il rigetto del ricorso proposto dal pm, “posto che le censure sollevate dal ricorrente si risolvono nella prospettazione di una diversa valutazione delle circostanze e degli elementi indiziari  già compiutamente esaminati dal Tribunale del riesame de L’Aquila”.

La Corte di Cassazione, nel disporre il rigetto del ricorso del pm ha quindi reso definitiva la decisione di scarcerazione dei coniugi Daniel e Cristina Di Rocco, tratti in arresto con ordinanza del 16 gennaio 2019 con le accuse di usura ed estorsione.