Vertenza Selta, la proprietà vuole chiudere lo stabilimento di Tortoreto. Sindacati e lavoratori si mobilitano

Tortoreto. L’assemblea dei lavoratori dello stabilimento della Selta, a Tortoreto, chiede un incontro (attraverso le organizzazioni sindacali) al Prefetto di Teramo.

 

n quella occasione sarà anche indetta una giornata di sciopero di tutte le maestranze che gravitano nello stabilimento della Statale 16, con un presidio di protesta. Azienda che opera nel campo del cyberg security e degli impianti ad alta tecnologia digitale.

A disegnare il percorso più immediato sono Mirco D’Ignazio e Marco Boccanera, rispettivamente segretari generali di Fiom Cgil e Fim Cisl, in ordine a quello che è il destino dell’intero gruppo. Ma in maniera particolare per quanto concerne lo stabilimento di Tortoreto che l’azienda ha deciso di sacrificare, a prescindere da quello che sarà il futuro del gruppo che conta altre tre sedi (Cadeo in provincia di Piacenza, Roma e Avellino). Va detto, infatti, che nei tavoli pregressi tra proprietà e organizzazioni sindacali, la governance ha anche parlato dell’ipotesi di cedere l’azienda ad un nuovo gruppo.

 

L’assemblea delle maestranze è stata indetta dopo che in occasione del tavolo sindacale nazionale (la Selta è in pre-concordato preventivo fallimentare, con 260 dipendenti complessiva), è emersa la volontà della proprietà di arrivare alla sostanziale chiusura del polo di Tortoreto, dove sono impiegati 80 lavoratori.

 

All’incontro dello scorso 1 febbraio ha fatto seguito un successivo confronto nella sede romana di Confindustria, alla presenza anche delle segreterie nazionali di Fim-Cisl e Fiom-Cgil, nel quale l’azienda ha confermato il suo obiettivo (chiudere Tortoreto) e ridimensionare gli altri stabilimenti.

 

Operazione, questa, non condivisa dai sindacati che hanno chiesto anche il coinvolgimento nella discussione del commissario fallimentare e del tribunale di Milano, competente per territorio.

 

Nel frattempo, come detto, a livello locale i lavoratori si stanno mobilitando con la richiesta di un incontro dal prefetto e la proclamazione di una giornata di sciopero.