Attore teramano conquista Roma

Il 29enne artista teramano Matteo Maria Dragoni è tra i migliori interpreti teatrali del momento. Oltre ad essere già regista e sceneggiatore, Matteo Maria Dragoni è protagonista in teatro, insieme a Virginia Risso, con la commedia brillante “Coppia aperta, quasi spalancata” scritta da Dario Fo e Franca Rame. 

Quando può torna nella sua amata Teramo dove è cresciuto fino al diploma presso l’Accademia di Arti Drammatiche “Teatro Senza Tempo”: fu a soli 14 anni il suo primo trampolino di lancio nella recitazione che ha suggellato con la laurea in Arti e Scienze dello Spettacolo presso l’Università La Sapienza di Roma.

Attualmente, oltre sulle scene, è impegnato come insegnante nella Scuola di Recitazione KA.ST presso il Teatro Due nel cuore di Roma.

“Nella mia città di Teramo sono legati tantissimi ricordi: dalla scuola elementare San Giuseppe, a quella delle medie all’istituto “Francesco Salvini”, fino agli indelebili anni del Liceo Classico al “Melchiorre Delfico”. Ogni luogo di questa città custodisce ricordi importanti per me. Un posto speciale? Come non ricordare le serate trascorse sui gradini della scalinata del Duomo dove generazioni e generazioni di ragazzi si ritrovano. Il mestiere dell’attore? Devi avere tanto amore per questa professione, perché ti consente di superare le difficoltà, di compiere tanti sacrifici. E di non arrenderti mai anche se gli ostacoli ti sembrano al momento insormontabili: ricordo che il primo anno in accademia eravamo inizialmente 20 allievi, al terzo anno  eravamo solamente in otto a terminare il percorso di formazione. Ciò che deve contraddistinguere un giovane, in ogni settore, è una spiccata determinazione a realizzare i propri sogni e a raggiungere i propri obiettivi. Applicandosi con costanza, giorno dopo giorno. Proseguire con tenacia sul percorso che hai costruito. Solamente chi arriva al traguardo potrà raccontare un giorno la propria esperienza e, soprattutto, potrà assaporare le soddisfazioni dopo tanti sacrifici compiuti.  Cos’è per me il teatro? E’ stato ed è tuttora una palestra di vita dentro e fuori le scene, perché  mi ha migliorato tantissimo come uomo, imparando a guardarmi dentro, a conoscermi meglio”.

 



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