Bellante, domani presentazione del libro “Il postfascismo a Teramo e nel teramano”

L’Associazione culturale Nuove Sintesi, in collaborazione con “ARTEMIA nova editrice” invita alla presentazione del libro storico “Il postfascismo a Teramo e nel teramano” dello storico e saggista Elso Simone Serpentini.

Ci saranno i saluti di Teresa Di Berardino (Assessore alla cultura del Comune di Bellante) e gli interventi di Elso Simone Serpentini (autore del libro, storico, saggista). Paolo Iacone (ricercatore).

La presentazione si svolgerà domani alle 17.30 nell’ex asilo (nelle adiacenze della Chiesa madre) in piazza Arengo a Bellante paese.

Nota introduttiva. “lI libro ricostruisce una pagina di storia che non era stata ancora mai scritta, quella dei primi due anni successivi all’entrata nel territorio teramano delle truppe alleate e delle formazioni partigiane, del lento processo di “normalizzazione” e di ricostituzione dei principali organismi di governo politico ed amministrativo e delle istituzioni delegate a rappresentare le istanze dei cosiddetti “partiti democratici”, delle riunioni del C.L.N. provinciale, della “defascistizzazione” degli uffici e degli impieghi pubblici e di epurazione degli appartenenti al caduto regime fascista, con la sospensione dei diritti elettorali attivi e passivi. Dal giugno 1944 alle elezioni per l’Assemblea Costituente che si tennero il 2 giugno 1946, si visse un periodo contrassegnato da difficoltà e da contrasti tra i partiti in un processo di graduale distacco dalle disposizioni imposte dal Governo Militare Alleato e di crescente tensione politica, da contraddizioni e da confusioni di ruoli e di identità. C’era chi tentava di scrollarsi di dosso le compromissioni con il passato regime fascista, c’era chi cercava di difendersi da accuse di collaborazionismo con il “tedesco invasore” e con le istituzioni fasciste, c’era chi tentava di accreditarsi come “patriota” per farsi riconoscere gli stessi meriti di chi aveva davvero preso parte alla lotta antifascista clandestina. Accanto alla caccia al fascista, finalizzata a impartire punizioni ritenute “giuste e doverose”, si aprì la stagione del doppiogiochismo e dell’inversione di tendenza politiche. Non mancò un generale occultamento, e a volte una vera propria distruzione, di prove documentali e di coinvolgimenti che si voleva far dimenticare. Ci furono punizioni, ripensamenti, esagerazioni, indulgenze, perdoni e severità intransigenti, non sempre guidate da ragionevolezza e da equilibrio”.