Roseto, Premio Borsellino: due incontri sulla legalità e cittadinanza attiva

Roseto. Sabato 30 marzo alle ore 10,30 nella sala consiliare del comune di Roseto degli Abruzzi sul tema “Ci vuole molto coraggio per avere coraggio” gli studenti rosetani incontreranno l’imprenditore napoletano Luigi Leonardi.

 

Giovane imprenditore napoletano, Leonardi ha perso le sue cinque fabbriche di impianti di illuminazione e i suoi cinque negozi, finendo sul lastrico a causa delle continue vessazioni ed estorsioni da parte della camorra. Leonardi ha avuto il coraggio di denunciare esponenti di clan camorristici differenti ottenendo due processi e condanne per 63 persone. Dopo diversi episodi di intimidazione e violente aggressioni, culminati in un sequestro di persona, Leonardi è stato messo sotto scorta, ma soltanto dopo il servizio de Le Iene andato in onda lo scorso 2 febbraio, ha ottenuto la concreta tutela. Di nuovo offriremo ai nostri studenti l’occasione di ascoltare una testimonianza di legalità e di coraggio una storia toccante e per molti versi drammatica quella dell’imprenditore ‘guerriero’ Leonardi, la cui vita è stata stravolta dalla camorra, una storia di estorsioni, aggressioni, violenze subite, ma anche del coraggio di un semplice uomo comune che decide di ribellarsi a un sistema di vessazioni inaccettabile e denuncia.

 

Martedi 2 aprile nell’Istituto comprensivo 2 di Roseto degli Abruzzi “Fedele Romani”, alle ore 10,30,  presentazione del format del 24° Premio Borsellino  per le scuole medie: “Lezione di storia: chi erano Falcone e Borsellino”.

Attraverso un racconto, canzoni e immagini i ragazzi potranno incontrare e scoprire la vita e le scelte di coraggio dei due magistrati simbolo della lotta alle mafie.

Una storia, la loro, curiosa perché fin da piccoli si conoscevano, giocavano insieme nel quartiere laKalsa, a Palermo.

Paolo, esile con il naso leggermente pronunciato, i capelli scuri e due occhi svegli, era cresciuto tra i recipienti di ceramica e gli antichi arredi della farmacia che papà Diego aveva ereditato dal padre. Era uno che amava stare sui libri ma anche dare una mano a chi non ce la faceva: alla scuola elementare la casa di Paolo, il pomeriggio, si riempiva di ragazzini che aiutava a fare i compiti.

Giovanni era uscito dalla pancia della mamma con i pugni chiusi, senza urlare e in quel momento era entrata una colomba dalla finestra aperta. Fin da piccolo amava le storie dove il bene prevale sul male: la sua preferita era “I tre moschettieri”.