Tortoreto, depuratore: no del consiglio alla revoca della delibera, opposizione pensa al ricorso al Tar

Tortoreto. Nessun tentennamento. Nessun passo indietro. Si lascia scivolare addosso qualsiasi appunto dell’opposizione il gruppo Per Tortoreto, che nella seduta del consiglio comunale di martedì sera, ha rigettato la richiesta (documentata e articolata con elementi di natura tecnica e politica), di annullare (o revocare) per autotutela la delibera con la quale è stato dato l’ok al nuovo depuratore consortile di contrada Salino.
Vari gli appunti, nella proposta di delibera illustrata da Flaminio Lombi, capogruppo di Tortoreto nel Cuore.
Sia di natura tecnica e logistica (inceterezza sui fondi, impianto che sorgerà vicino ad alcune abitazioni, in deroga alla distanze, necessità di mettere in sicurezza l’attuale impianto e potenziare il sistema fognario.

Temi già noti, ma riproposti con forza e cristallizzati in una proposta di revoca della precedente delibera.

 

Posizione, però, che non ha incontrato sponde nella maggioranza (alla seduta consiliare era presente anche Fabrizio Di Febo, assente nella seduta del via libera all’impianto). Anzi. Sul piano politico non si è praticamente quasi mai aperta la discussione, visto che la maggioranza ha fornito solo spiegazioni di natura tecnica sul progetto e sull’iter della variante, senza entrare nel merito di altre questioni, perchè” già ampiamente dibattute”.

 

Oltre a Lombi,hanno cercato di incalzare sul tema Luca Palanca del M5S  (che ha letto una lettera di un cittadino che vive nella zona e che vedrà sorgere l’impianto sotto il balcone di casa), Mauro Postuma, che ha riproposto vecchie e mai superate perplessità e Roberto Celi, che ha pungolato sui costi accessori (oltreun milione di euro per espropri e progettazione).

 

Da un punto di vista consiliare, però, la partita è rimasta chiusa. Alle minoranze,come qualche ha forse lasciato intendere, l’unica strada percorribile, a questo punto, potrebbe essere quella di un ricorso al Tar.