Teramo, eliminati i passaggi a livello di Villa Pavone. Inizio dei lavori entro dicembre

Sei milioni di euro per un progetto che, atteso da anni, eliminerà i passaggi a livello a Villa Pavone, grazie alla realizzazione di una rotonda interrata che modificherà in maniera sostanziale l’ingresso della città. In una consiglio comunale abbastanza movimentato, si è votato questa mattina, con 26 voti favorevoli, uno contrario e un astenuto, il progetto che darà un nuovo volto al quartiere, grazie anche ai 3,5 milioni di euro di fondi Fas e 1,5 milioni di euro della RFI.

Non sono mancate le perplessità e i dubbi di diversi consiglieri ai quali ha risposto, oltre all’assessore ai lavori pubblici, Giorgio Di Giovangiacomo, anche l’ingegnere Mario Esposito, delegato della società ferroviaria. Primo tra tutti la possibilità che nel progetto esecutivo venga previsto un percorso ciclopedonale, in linea con la politica portata avanti dall’amministrazione che, come ha assicurato Esposito, ci sarà. “Le dimensioni sono idonee”, ha detto l’ingegnere, “e si potranno adottare diverse soluzioni tecniche, in accordo con il Comune, visto che la pendenza massima della strada sarà dell’8%”.

Un altro nodo fondamentale riguardava il problema della viabilità durante i lavori, poiché la Statale 80 risulta essere un percorso altamente trafficato soprattutto durante gli orari di punta. Anche a riguardo l’ingegnere ha rassicurato tutti, sostenendo che non ci sarà alcun blocco al traffico e che durante tutto l’arco dei lavori, che dovranno essere completati entro il 2017, sarà comunque garantita sempre una viabilità alternativa, con una pista di cantiere o con il senso unico alternato.

Sulla questione dei tempi, inoltre, non sarà possibile derogare se non a costo di pesanti penali a carico della società appaltatrice ma Esposito, che siè detto a nome della società aperto a risolvere anche altre situazioni simili come i passaggi a livello di San Nicolò, ha garantito una presenza costante e attenta della RFI durante l’arco dei lavori per controllare che le opere procedano speditamente. Intanto entro il 31 dicembre dovrà essere tutto pronto per partire, con delibera, contratto e avvio dei lavori che dovranno essere completati in 500 giorni, mentre per quanto riguarda il problema dei rapporti con i privati proprietari dell’area, Esposito ha assicurato che le divergenze sono state appianate ed è stato trovato un accordo soddisfacente con tutti.

Un ultimo dubbio sollevato dalla minoranza, riguardava il rischio idrogeologico dell’area e la certezza di non intaccare un eventuale patrimonio archeologico. Ma anche su questo aspetto RFI ha dato la propria rassicurazione, avendo fatto svolgere da un archeologo una verifica della zona che risulta essere a “rischio medio”, per cui sono state già adottate tutte le prescrizioni necessarie per lavorare in tranquillità e nel rispetto della legge.