Atri, l’ospedale e il ‘mistero’ della lettera di Antelli a Mastromauro: la denuncia del Pd

atri_ospedale.jpg1Atri. “Tanto tuonò che piovve!” Così il segretario del Pd, Herbert Tuttolani, commenta il grido d’allarme lanciato nei giorni scorsi da alcuni consiglieri comunali della maggioranza atriana. “Finalmente” dice “si è levata una voce in difesa del San Liberatore. Una presa di posizione tardiva e forse dettata più da schermaglie interne che da un autentico moto di ribellione all’azione distruttiva del Direttore della Asl, Giustino Varrassi”. Ma tant’è, è un “segnale positivo” .

Mancano poche ore all’assemblea pubblica promossa dall’Amministrazione Comunale, per far luce sulle questioni inerenti l’ospedale e “tralasciando la figuraccia sulla confusione delle date” dice a proposito Tuttolani “non tolleriamo che le sorti dell’Ospedale di Atri vengano decise e concordate nel chiuso di una stanza, tra i notabili del PDL, senza il coinvolgimento di tutte le parti politiche e sociali rappresentanti la città, che pure ha espresso un Comitato a difesa dell’Ospedale, presieduto dal compianto Giovanni Verna, nonché una Commissione consiliare, voluta anche dal Sindaco e composta da tecnici esperti del settore”.

La segreteria atriana del Pd stigmatizza, dunque, quella che definisce una “schizofrenica gestione della Asl”.

“Nel piano di riassetto dell’Ospedale” spiega “Urologia e Psichiatria erano diventate H12, ora sono tornate H24, ma fino a quando? Le parole di Varrassi, ormai, lasciano il tempo che trovano, visto che ha detto tutto e il suo contrario: insomma, c’è poco da credergli! E comunque, visto che il ricorso del Comune di Pineto e dei Consiglieri delle opposizioni di Atri e Silvi mira proprio a mantenere H24 Urologia e Psichiatria, il Sindaco Astolfi vorrà darci finalmente atto che la nostra battaglia è stata giustamente intrapresa e correttamente condotta, giacchè, finora, ci ha dato soltanto degli allarmisti. La sospensiva concessa dal Consiglio di Stato ci dà un po’ respiro e, soprattutto, quella speranza e quella fiducia che i cittadini non possono certo riporre nel centrodestra abruzzese, braccio armato del Governo, il quale ha deciso di operare tagli indiscriminati, tali da pregiudicare la stessa esistenza dell’Ospedale San Liberatore. A Roma, a L’Aquila o forse a Teramo è stato deciso di penalizzare Atri, solo per criteri politici: l’Amministrazione di Atri sembra non avere alcun peso politico, asservita a Chiodi, Tancredi & Co.; il Sindaco Astolfi e la sua Giunta hanno sposato lo scellerato progetto, per motivi ancora tutti da comprendere, anche se immaginabili. Interi reparti sono stati chiusi o declassati, mentre la filiera di centrodestra farneticava di un potenziamento dell’Ospedale di Atri. Questa Amministrazione rischia di sfregiare Atri per sempre, di condannarla alla morte economica e sociale, tollerando che l’Ospedale San Liberatore venga distrutto e che i patrimoni delle Ipab vengano depredati, permettendo ai privati, in cambio di pochi spiccioli, di fare del Centro storico carne da macello; il rischio è alto e imminente e il PD intende denunciarlo a gran voce, per scuotere le coscienze di tutti, per coinvolgere e rendere consapevoli tutti i cittadini di Atri e non solo”.

lettera_antelli_aslMa c’è un altro elemento che lo stesso Tuttolani definisce “inquietante”.

Si tratta della lettera apparsa in rete oggi, con la quale il Direttore sanitario Antelli sollecita il Sindaco di Giulianova, Francesco Mastromauro, affinché si adoperi per modificare la destinazione d’uso di un’area urbana sul quale costruire il nuovo ospedale.

“Ancora una volta” conclude “ci avevamo visto bene tempo fa, quando allertammo la popolazione del circondario atriano su questa eventualità. Il cerchio si stringe sempre più e purtroppo soffoca Atri”.

 

Sull’argomento interviene anche il consigliere comunale dell’Udc, Aurelio Tracanna, che definisce l’ospedale di Atri un “esempio di politica sanitaria da non seguire”.

“Ciò che stiamo vivendo” dichiara in una nota “la dice lunga su quali sono le modalità le forme e gli approcci con i quali la classe politica di maggioranza sta affrontando la questione sanitaria. Dobbiamo tutti essere pronti a sacrifici che se corretti, giusti, logici, responsabili e condivisi porteranno ad una Sanità migliore e questo è il nostro obiettivo che non possiamo permetterci di bucare. Siamo pronti a costruire questo processo ma forse, non è pronta la classe politica che ha la responsabilità di iniziarlo e che crede di raggiungere quell’obiettivo solo con una politica di tagli. Non è il momento del muro contro muro, ma fin ad ora siamo agli annunci sterili ed alle promesse non mantenute. I segnali di grande preoccupazione dietro questi tagli ci sono tutti. Occorre partire da ciò che è presente sul territorio e da questo costruire quel processo virtuoso ed intelligente che porti ad un piano sanitario sostenibile e migliore per tutti i cittadini. Vogliamo aprire un confronto con il Governatore Chiodi e con il Direttore della Asl di Teramo Dr Varrassi, in caso contrario a perdere saranno tutti, cittadini e politici”.