Roseto, Pavone e Di Marco su rottamazione cartelle: ‘crea disparità’

Roseto. L’Amministrazione comunale approvando il regolamento sulla rottamazione delle cartelle esattoriali e dei tributi comunali avrebbe creato disparità tra i cittadini.

E’ l’opinione dell’ex sindaco, Enio Pavone, e di Nicola Di Marco (Liberalsocialisti-Insieme per Roseto) in merito all’applicazione a Roseto dell’articolo 6 del D.l. 193 del 2016, meglio conosciuto come decreto per la rottamazione delle cartelle di Equitalia, ha dato la possibilità anche ai comuni di “rottamare”, ovvero abolire le sanzioni e gli interessi di mora, sui debiti che i cittadini hanno nei confronti degli stessi per quanto concerne tributi locali di vario genere quali ICI, TARI, TASI, Imposta sulla pubblicità e TOSAP.

Sulla scorta di questa possibilità concessa dalla legge l’Amministrazione rosetana, nel corso dell’ultimo Consiglio Comunale, ha approvato un regolamento che dà la possibilità di “rottamare” questi tributi locali solamente per il periodo che va dal 2000 al 2012 per le cartelle esattoriali emesse e gestite dalla Soget che era la società incaricata della riscossione dei tributi.

“La legge prevede invece la possibilità di estendere l’abbattimento delle sanzioni fino al 31 dicembre 2016 – sottolineano Pavone e Di Marco – che hanno votato contro questo atto perché, così facendo, l’Amministrazione monocolore Pd ha creato una disparità di trattamento tra i cittadini. “In pratica chi non ha pagato fino al 2012 oggi può avere l’abbattimento delle sanzioni e degli interessi di mora, a chi invece non ha pagato gli stessi tributi dal 2013 al 31 dicembre 2016 viene negata questa possibilità” proseguono i due Capigruppo- Questa Amministrazione ha dimostrato, per l’ennesima volta, di trattare in modo difforme e discriminatorio i suoi cittadini. Per questo motivo abbiamo votato contro perché secondo noi o questo provvedimento non veniva approvato per niente, come hanno fatto tanti altri comuni italiani, oppure doveva essere applicato, come previsto dalla legge, per tutti coloro che hanno debiti nei confronti del Comune di Roseto degli Abruzzi per ICI, sanzioni del codice della strada, Imposta sulla pubblicità, TOSAP, TARSU e quant’altro fino al 31 dicembre 2016”.

“Nonostante le opposizioni tutte abbiano rimarcato questa incongruenza l’Assessore al Bilancio, Antonio Frattari, ed il primo cittadino, Sabatino Di Girolamo, non hanno voluto sentire ragioni e sono andati avanti malgrado vi sia una palese disparità di trattamento tra i cittadini” ribadiscono Di Marco e Pavone. “Leggere poi le spiegazioni dell’Assessore al Bilancio che, arrampicandosi sugli specchi, parla di <facoltà per gli enti locali di scegliere le annualità ed i tributi> e della volontà di recuperare solo i più vecchi, in quanto di più difficile esigibilità, lascia ancora più esterrefatti; è infatti assai più probabile che si riescano a riscuotere i crediti più recenti rispetto a quelli risalenti a diciassette anni fa” proseguono i due Capigruppo.

“Secondo i calcoli fatti dall’Assessore Frattari che, tra l’altro, evidentemente è ‘sfortunato’ e non riesce a farsi ben comprendere quando tratta con i media – spiegano – il Comune dovrebbe incassare da questa operazione più di 3 milioni di euro. Secondo noi invece, per come è stata strutturata la delibera, penalizzando i cittadini che hanno debiti più recenti, questa operazione sarà un fallimento e porterà, se tutto va bene, al recupero solo di poche centinaia di migliaia di euro quando invece si sarebbe potuto, nel rispetto della legge, venire incontro a tutti quelli che per difficoltà legate anche alla crisi economica non hanno potuto adempiere regolarmente ai loro obblighi, con le casse del Comune che ne avrebbero tratto così un notevole beneficio”.

Sempre durante l’ultimo Consiglio Comunale i Capigruppo Enio Pavone di “Avanti X Roseto” e Nicola Di Marco di “Liberalsocialisti-Insieme per Roseto” hanno votato contro la costituzione dell’Unione dei Comuni “Terre del Sole”. “Riteniamo, e lo abbiamo ribadito con argomentazioni puntuali nel corso dell’ultimo Consiglio, che si vada a costituire un organismo di dimensioni spropositate rispetto alle funzioni che andrà a svolgere, ovvero la gestione del sociale, che porterà un consistente aggravio di spese per il nostro Comune. In più si è scelto di proseguire su questa strada errata malgrado il parere contrario, e questa è la prima volta in assoluto che accade nel nostro Ente, del Collegio dei Revisori dei Conti e del Funzionario Responsabile del Settore Ragioneria”.