Atri, riqualificazione Centro Storico, la proposta del Pd: Lasciamo decidere ai cittadini

atri_comuneAtri. E’ trascorsa una settimana da quando l’associazione Italia Nostra ha presentato un ricorso straordinario al Capo dello Stato contro la modifica apportata al “Piano particolareggiato per il Centro Storico” di Atri. Nel mirino, la decisione del Consiglio comunale che ha accordato, nel novembre scorso, il permesso di costruire un nuovo edificio residenziale e commerciale in corrispondenza dell’ingresso principale alla città vecchia.

Ad oggi, nessuna reazione né dai banchi della maggioranza, né tanto meno si è registrato alcun sussulto dalle fila dei consiglieri comunali di opposizione. A dire la sua, però, è il segretario comunale del Pd, Herbert Tuttolani, il quale ricorda che più volte il partito atriano ha manifestato il proprio disappunto relativamente alla realizzazione del palazzo aderendo anzitutto alla petizione promossa da Italia Nostra.

“Il Pd di Atri” commenta “condivide l’intento di voler rivalutare lo stabile, ma crediamo anche che l’attuale progetto storpi completamente l’ingresso al centro storico della città, andando a coprire il plesso scolastico”. In definitiva, uno di quei classici “pugni nell’occhio” che non rispetta in alcun modo l’architettura e lo stile di una delle parti più suggestive della cittadina ducale.

herbert“C’è da dire poi” aggiunge Tuttolani “che la somma che il Comune percepirà in cambio della concessione è poca cosa rispetto a quanto andrà ad incassare il costruttore con la vendita degli spazi. E visto che in ballo ci sono soldi pubblici, che si tratta comunque di un progetto che cambierà radicalmente il volto di questa cittadina e che di tutto questo si discute in maniera piuttosto accesa, allora, perché non chiedere ai cittadini di esprimere la propria opinione a riguardo? Magari si risparmierebbe in termini di compensi legali”. Ecco, dunque, che spunta l’idea di un sondaggio cittadino, simbolo di quella “democrazia partecipativa a basso costo ma ad alta efficienza”.

Il segretario comunale del Pd critica, poi, l’amministrazione comunale e l’uso che fa degli accordi di programma. “Non è possibile pensare agli accordi come a dei mezzi per far cassa o far arricchire le tasche del costruttore di turno, ma devono servire al recupero urbano di una zona degradata o fatiscente, con la giusta prerogativa però che i lavori interessino tutto un comparto edilizio e non un solo edificio, affinché si venga a creare una giusta armonia architettonica e strutturale degli stabili all’interno del sito, con un occhio di riguardo agli spazi verdi e pubblici. Insomma, un risanamento di cui possa beneficiare tutta la collettività, una peculiarità non applicata, in questo caso, all’area dell’ex consorzio”.

Il Pd atriano, dunque, si schiera dalla parte di Italia Nostra, con cui condivide i principi fondanti di una battaglia che, come diceva l’associazione una settimana fa, punta ad “evitare l’ennesima ferita al tessuto urbano e architettonico della città vecchia”.