Teramo, nomine Ruzzo: per la Regione nessuna illegittimità

ruzzo_sedeTeramo. “Per la Regione di Gianni Chiodi sulle nomine alla Ruzzo Reti non c’è nulla di strano e non sono necessari dei controlli o delle verifiche di legittimità. Anzi se i sindaci, che sono i veri soci dell’Ente, rilevano una violazione dello Statuto, possono rivolgersi agli avvocati o andare in tribunale”.

L’Assessore regionale Angelo Di Paolo ha in sintesi risposto così al consigliere regionale del Pd, Claudio Ruffini che, con un’interrogazione al question-time aveva dapprima contestato la procedura che aveva portato alla nomina del nuovo presidente del Ruzzo (Carlo Ciapanna) e poi chiesto se vi fossero profili di illegittimità negli atti che il nuovo cda del Ruzzo si appresta ad approvare.

“Secondo l’assessore Di Paolo” dicono Ruffini e Giuseppe Di Luca “la Regione Abruzzo non deve effettuare nessun controllo perché non è tra i soci del Ruzzo. Al contrario” ribadiscono “è la giunta regionale, che avendo commissariato l’Ato, ha l’obbligo di controllare gli atti e le scelte del Ruzzo”

Secondo i consiglieri del Pd, l’assessore ha comunque implicitamente ammesso nella sua risposta che il presidente andava scelto ”dall’assemblea e non dal cda” in quanto “se lo Statuto dei soci non prevede specificamente o in via esclusiva in capo all’assemblea la nomina del presidente, lo stesso può essere nominato per cooptazione dal cda scegliendolo tra i suoi componenti, come dispone il Codice Civile”.

“Ma lo statuto della Ruzzo Reti” spiegano Ruffini e Di Luca “è molto chiaro in tal senso: è l’assemblea dei soci a nominare il presidente. Quindi la nomina di Ciapanna è una forzatura dello Statuto ed è assolutamente irregolare. E non è vero neanche che la Regione non abbia poteri di controllo sulla Ruzzo Reti perché, con la legge regionale n.9/2011, il Commissario della Regione subentra in tutti i compiti del vecchio Ente d’Ambito compreso il controllo analogo sui gestori in house, com’è la Ruzzo Reti. Inoltre, sempre l’assessore regionale ha riferito che era obbligo del cda provvedere a convocare l’assemblea dei sindaci, già a partire dalla convocazione del 29 maggio, data in cui si è invece provveduto a nominare un nuovo presidente ed un nuovo componente nel cda. Perché non sono stati convocati i sindaci? C’erano i tempi tecnici per eleggere un nuovo presidente tramite l’assemblea ed andare all’approvazione del bilancio”.

Secondo Ruffini e Di Luca si poteva e si doveva seguire questa strada. “Invece la politica ha dimostrato ancora una volta la sua arrogante intromissione nella gestione della cosa pubblica, causando solo un pasticcio”.

Altro punto su cui si è acceso il dibattito in aula è stato l’auspicio da parte dell’assessore regionale che gli amministratori della Ruzzo Reti ed il presidente vengano scelti per competenza tecnica e professionale. “Siamo certamente d’accordo su questo terreno” concludono i consiglieri “noi diciamo di scegliere gli amministratori attraverso un bando e valutando i curriculum vitae”.