Teramo, fine dei lavori al Corso a dicembre. Insorgono le opposizioni

Chiarezza e responsabilità, con la verifica delle necessarie procedure, affinché tutti gli strumenti di garanzia siano messi in atto per ottenere i risarcimenti necessari per i ritardi dei lavori su Corso San Giorgio.

E’ questa la richiesta delle opposizioni che, durante l’odierna commissione di garanzia e controllo, hanno avuto una prima risposta alle pressanti domande fatte negli ultimi tempi. A quanto pare, infatti, solo questa mattina sarebbe stato presentato il crono-progamma esecutivo dei lavori, a poco più di un mese (23 agosto) dalla scadenza naturale del contratto, che pone il termine delle opere per la fine novembre del 2017.

“Una vicenda gravissima”, ha detto Gianguido D’Alberto di “Insieme possiamo”, “che, dopo le varie date che l’amministrazione ci aveva fornito, sempre smentita, addirittura ora vede la ditta rilanciare il termine a fine 2017. Vogliamo che si accertino con puntualità tutte le responsabilità poiché questi ritardi hanno già mietuto le loro vittime, con un danno incalcolabile per l’immagine della città, con la sua zona nevralgica nel cuore in centro impraticabile, e le attività commerciali che stanno pagando prezzi enormi. Infine sarà inaccettabile qualsiasi ipotesi di compensazione delle responsabilità”.

Il fallimento dell’amministrazione Brucchi è stato sottolineato anche da Fabio Berardini (M5S) che ha sottolineato come l’importo delle riserve iscritte dalla ditta, solo per l’esecuzione di un terzo delle lavorazioni previste, ammonta a oltre 2 milioni di euro, raggiungendo quasi l’intera somma dell’appalto aggiudicato.

“Questi dati”, ha detto Berardini, “oltre ad essere preoccupanti visto che parliamo di soldi dei cittadini teramani, rischiano di far saltare il secondo lotto dell’opera, i cui importi dovrebbero servire per pagare le riserve iscritte dalla ditta dopo il consueto accordo bonario. Ancora una volta il Sindaco Brucchi ha dimostrato cosa vuol dire essere incapaci di amministrare, non riuscendo nemmeno a portare a termine un’opera nei tempi prestabiliti dal contratto”.