Crognaleto, D’Alonzo: ha ancora senso restare nel Bim?

Giuseppe D’Alonzo, Sindaco di Crognaleto interviene sulla vicenda della destituzione di Moreno Fieni dalla presidenza del BIM. E lo nelle ore nelle quali alla guida dell’Ente viene eletto Gabriele Minosse.

 

“Si registra ancora una volta una pagina triste per il nostro territorio e per i comuni delle aree interne: un gioco di poltrone e di potere ha infatti messo fine ad un percorso e una programmazione che aveva fatto e stava facendo bene nel territorio provinciale sostituendo Moreno Fieni con un Segretario di Partito, un Sindaco, creando di fatto una situazione in evidente conflitto d’interessi, e facendolo con un’azione di forza, senza alcun confronto.

E’ la prima volta che il BIM, il consorzio di comuni finanziato dalle risultanze economiche delle captazioni Enel e che nacque con l’obiettivo di creare un centro di concertazione di politiche e attività da realizzare nelle aree interne dei comuni che ne fanno parte, vede un’azione così lontana da quello spirito originario, un atto d’impero che drammaticamente si contrappone alla natura collaborativa che era nelle intenzioni del legislatore quando il BIM venne istituito.

Sono molto deluso dalla facilità con cui i sindaci, che dovrebbero custodire gelosamente la natura partecipativa di questo ente, si siano lasciati abbindolare e trascinare in accordi addirittura trasversali per una spartizione di poltrone senza che vi sia stata prima neanche l’ombra di democratica discussione.

Alla luce di tutto ciò mi chiedo quale sia oggi il significato di una ulteriore permanenza all’interno del BIM dove sia il Comune di Crognaleto, che è maggiore azionista con le tante risorse messe a disposizione, sia comuni come Teramo, Montorio, Castelli ed altri importanti consorziati non vengono coinvolti nella organizzazione e programmazione, ma sono messi davanti a scelte fatte sulla base della peggiore politica individualistica.

Credo che siamo di fronte, e lo dico a malincuore, alla fine di un percorso che ha portato bei risultati nei territori, e mi dispiace pensare che tutto ciò debba terminare a causa di una gestione egoistica, miope, autocratica e autodistruttiva di un singolo soggetto e di politiche malate che, è evidente, non mettono al centro gli interessi del territorio e della popolazione. I prossimi giorni saranno spettatori di una profonda riflessione sull’opportunità di continuare a sostenere e far parte di un Ente che ha dimenticato lo spirito di cooperazione, collaborazione e reciproco sostegno che è alla base della sua nascita”.