Pineto, erosione della costa. Per la Lega l’amministrazione è incapace di risolvere il problema

Pineto. “Lascia interdetti l’incapacità dell’amministrazione comunale di dare una soluzione, responsabile e razionale, all’erosione costiera. Lo stato di somma urgenza in cui si trova la zona di Pineto Nord perdura da anni, le ultime mareggiate hanno pressoché cancellato l’arenile nord di Pineto, le dune, le tamerici storiche e devastato la pineta Catucci e la pista ciclabile”. Così esordiscono i consiglieri comunali di Prima Pineto Leonzio Simona e Luca Di Pietrantonio.

“Siamo ormai al collasso – tuona il Capogruppo di Prima Pineto Simona Leonzio – i nostri concittadini e gli imprenditori che operano in quel tratto di costa sono allo stremo ed hanno fondato timore di non riuscire a riaprire per la stagione estiva. L’amministrazione che, quantunque spronata ad intervenire dalle forze di opposizione, dentro e fuori dal Consiglio Comunale, e dai cittadini, continua pericolosamente a ritardare l’unica soluzione risolutoria del problema: barriere orizzontali emerse.
Il principio di precauzione che la obbliga un’amministrazione alla tutela del territorio nella sua interezza e non solo in parte, non è stato rispettato nella zona a nord del Calvano. Gli ultimi eventi calamitosi erano stati ampiamente previsti dai portatori di interesse e dai cittadini, e prontamente riportati dalla stampa , ma anche discussi in Consiglio Comunale. Ora tutti noi cittadini dobbiamo farci carico del ripristino dei luoghi, della spiaggia e del loro mantenimento nel tempo. L’amministrazione, deve immediatamente reperire la sabbia per ripristinare l’arenile anche con fondi propri, effettuando le giuste scelte politiche di priorità all’interno del bilancio comunale. Altresì occorre tener conto anche della possibilità data dalla legge vigente, di prelevare la stessa all’interno del territorio comunale dalle zone di accumulo. E’ evidente che l’immobilismo di chi ci amministra, capace solo di partorire inutili ripascimenti ed interventi tampone, che negli anni hanno generato solo sperpero di denaro pubblico, sia figlio di un’avversione politico-ideologica della maggioranza all’apposizione di barriere rigide a mare, unica soluzione percorribile per arginare il fenomeno erosivo, considerando gli interventi effettuati nei paesi limitrofi”.

“Del tutto stucchevoli sono, poi, risultati i tentativi dell’amministrazione comunale – prosegue il consigliere Luca Di Pietrantonio – di attribuire alla Regione la responsabilità di questa inerzia, dimenticando di essere stata delegata dalla stessa Regione, già dal 2017, a progettare e realizzare le opere di difesa necessarie e di non aver, come invece ha, circa un milione di euro da utilizzare per tali finalità e dimenticando, soprattutto, che sino a 10 mesi fa (e per ben 5 anni) è stato il centro sinistra a sedere sui banchi della maggioranza in Regione, con un consigliere regionale pinetese, già per 10 anni sindaco. Pertanto, sono pari allo zero le giustificazioni che l’amministrazione può accampare, anche in tal senso.

“La mancata realizzazione delle barriere frangiflutti nella zona di Villa Ardente è una precisa responsabilità di questa amministrazione”, aggiunge Pietro Palozzo, componente del Cda dell’AMP Torre di Cerrano, “secondo un preciso progetto politico che dal 2017 ad oggi ha voluto ritardarle invocando competenze inesistenti dell’Area Marina su quel tratto di costa, chiedendo sempre nuovi studi su un fenomeno che è ormai chiarissimo e che deve trovare soluzione con l’immediato completamento della progettazione esecutiva delle barriere orizzontali, come la Lega e le altre opposizioni hanno imposto all’amministrazione comunale in Consiglio, ed il conseguente affidamento urgente dei lavori”. Secondo Gianfranco Torrieri, Coordinatore della Lega di Pineto, si tratta di un “disastro purtroppo ampiamente previsto ed annunciato, che ha trovato sino a questo momento sorda l’amministrazione a tutte le accorate istanze provenienti dai cittadini, dalle forze politiche e dal tessuto produttivo locale, che giova ricordare, rischia di subire un pesantissimo danno, economico ed occupazionale, ove non si riuscisse ad intervenire, in maniera decisa e tempestiva”.



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