Teramo, acquifero del Gran Sasso: “La Regione si assuma le proprie responsabilità”

“Appare inaccettabile e sconcertante che la Regione Abruzzo, per il tramite del Governatore Marsilio, affermi di non avere “competenze dirette” in merito”, dichiara il Deputato Fabio Berardini del Movimento 5 Stelle intervenendo sulla questione ‘sicurezza’ dell’acquifero del Gran Sasso.

Richiamando il comma 1 dell’art.94 del Codice dell’Ambiente, l’Onorevole Berardini ricorda al presidente della Regione Abruzzo che “su proposta degli enti di governo dell’ambito, le regioni, per mantenere e migliorare le caratteristiche qualitative delle acque superficiali e sotterranee destinate al consumo umano, erogate a terzi mediante impianto di acquedotto che riveste carattere di pubblico interesse, nonche’ per la tutela dello stato delle risorse, individuano le aree di salvaguardia distinte in zone di tutela assoluta e zone di rispetto, nonche’, all’interno dei bacini imbriferi e delle aree di ricarica della falda, le zone di protezione”.

La Regione Abruzzo, infatti, da 13 anni circa ad oggi è in violazione di legge in quanto non ha mai approvato il piano delle aree di salvaguardia imposto dal Codice dell’Ambiente” fa sapere il Deputato. “Ma vi è di più. Secondo quanto riportato da Augusto de Sanctis per Mobilitazione per l’Acqua del Gran Sasso, nella lettera aperta alla Regione Abruzzo, lo studio per le aree di salvaguardia sarebbe stato già commissionato e sarebbe rimasto chiuso in qualche cassetto della Regione in attesa di approvazione”.

E sulla sicurezza dei Laboratori del Gran Sasso: “ho personalmente inviato un accesso agli atti presso al Comitato Tecnico della Direzione regionale abruzzese dei Vigili del Fuoco per acquisire tutta la documentazione riguardante l’ultimo Rapporto di Sicurezza e le ultime ispezioni effettuate”, annuncia Berardini. “Sarà necessario, per questo motivo, interessare anche il Ministero dell’Interno al tavolo interministeriale per la definitiva messa in sicurezza dell’acquifero del Gran Sasso”