Teramo, D’Alberto convoca la conferenza dei sindaci per parlare di sanità

Il sindaco di Teramo Gianguido d’Alberto, nella qualità di presidente di diritto della conferenza dei Sindaci, dopo aver interessato gli uffici di supporto dell’azienda sanitaria locale per approntare gli atti propedeutici alla convocazione della conferenza stessa, ha convocato la riunione dell’organismo per sabato 9 marzo in prima convocazione e per martedì 13 marzo alle ore 15,30 in seconda, all’auditorium del Parco della Scienza.  

La conferenza è composta dai Sindaci in carica o loro delegati dei Comuni che costituiscono l’ambito territoriale dell’Azienda Sanitaria Locale e rappresentano i bisogni socio-sanitari delle rispettive comunità. Essa elegge al proprio interno il Comitato ristretto dei Sindaci, organismo che ha funzioni di indirizzo politico-amministrativo della ASL, e proprio per l’elezione di tale organismo, il Sindaco D’Alberto ha provveduto a diramare la convocazione.

Scaduto nel marzo del 2017, è ormai improcrastinabile il rinnovo del comitato ristretto dei Sindaci per affrontare il tema della Sanità.

“La ricomposizione del comitato dei Sindaci – afferma Gianguido D’Alberto – che sono i primi responsabili della sanità del territorio, riconsegna a questi ultimi il ruolo propulsore della politica sanitaria, che diviene così tutela e pianificazione del diritto alla salute. In questa chiave va anche letta la riqualificazione del rapporto tra sanità e territorio nell’ambito della ridefinizione della rete sanitaria regionale, come la necessità di garantire non solo l’assistenza ospedaliera ma anche quella territoriale nelle singole aree locali. Occorre rimettere al centro il comitato ristretto dei Sindaci, che sarà chiamato a svolgere un ruolo di riqualificazione, proposizione e controllo delle politiche sanitarie, attraverso attività di verifica e di proposta e che rimetta al centro delle politiche sanitarie l’utente, il cittadino, il malato. Viviamo un momento molto importante per il futuro della sanità teramana, che non è limitato solo alla questione dell’ospedale unico ma ad un insieme di aspetti che vanno gestiti e indirizzati ma che dovrà tornare a rimettere al centro di ogni questione la tutela del malato e la garanzia della salvaguardia dei suoi diritti”.