Teramo, D’Alberto sbotta sulla ricostruzione: “Sblocca-cantieri non basta”

Il sindaco di Teramo, Gianguido D’Alberto, anche in rappresentanza dei sindaci del cratere del centro Italia, ha sbottato questa mattina contro lo Sblocca-cantieri approvato due giorni fa.

Se i parlamentari abruzzesi del Movimento 5 Stelle (Antonio Zennaro, Fabio Berardini e Valentina Corneli) avevano sottolineato sabato scorso la bontà dell’azione di governo per la ricostruzione, il primo cittadino di Teramo è di tutt’altro avviso.

“Serve un altro decreto legge – sottolinea D’Alberto – Lo Sblocca-cantieri inserisce alcuni dei punti richiesti e peraltro in maniera parziale. E’ una risposta del tutto insoddisfacente a quelle che sono le esigenze del territorio. Viene sottovalutata la nostra situazione e non c’è stato nessun confronto con i parlamentari che hanno parlato per la prima volta giorni fa in conferenza stampa. Basti pensare che nell’ultima riunione informale in Commissione, c’erano sì dei parlamentari, ma non di governo. Non si può essere portavoce di un movimento politico, questa è una situazione che prescinde dalle idee di ognuno. Dobbiamo essere portavoce dei cittadini”.

D’Alberto, accompagnato dai consiglieri Maurizio Verna e Luca Pilotti, oltre che dall’assessore Valdo Di Bonaventura, ha poi esaminato alcuni punti della nuova legge: “Prendiamo per esempio il trasferimento delle competenze ai Comuni per ciò che riguarda le categorie di edifici lesionati B e C. Con lo Sblocca-cantieri ci sono stati assegnati 200 persone in più ma siamo 140 comuni. Spiegatemi se non è una presa in giro. Il nostro dramma è misurato in 200 unità. Ma c’è di più… se il governo non invita il commissario Farabollini a fare un’ordinanza, non possiamo neanche inoltrare la richiesta per avere un aumento del personale a nostra disposizione. In generale comunque per affrontare tutte le pratiche, serve una nuova legge che ci assegni più unità”.

D’Alberto parla anche del danno di immagine paventato per il territorio teramano se si continua a parlare di terremoto: “Chi lo ha detto, dovrebbe chiedere scusa – ha sottolineato riferendosi ai parlamentari 5S – Perché non vanno a Colleatterrato a dire che non si può parlare di terremoto per danno di immagine quando c’è gente ancora senza una casa? In ogni caso noi nei prossimi giorni, anche come Anci, presenteremo al governo i punti che non sono stati inclusi nello Sblocca-cantieri. Sono le nostre richieste per superare davvero i problemi della ricostruzione”.