Teramo, la sfida per la Provincia tra D’Alonzo e Di Bonaventura. Stasera il nome del nuovo presidente

Si conoscerà in tarda serata il nome del nuovo presidente della Provincia di Teramo.

Dalle 8 di questa mattina, e sino alle 20, gli aventi diritto al voto, ovvero sindaci, consiglieri comunali e assessori dei Comuni teramani, 47, dovranno fare la loro scelta all’interno dell’unico seggio allestito nella sede di via Milli: Diego Di Bonaventura, sindaco di Notaresco, che rappresenta la coalizione di centro destra, oppure Giuseppe D’Alonzo, primo cittadino di Crognaleto in quota al centro sinistra. Gli elettori complessivamente sono 579, ma non tutti i voti hanno un peso specifico identico.

Ad esempio i voti espressi da un Comune con più di 30mila abitanti, in questo caso Teramo, hanno un coefficiente maggiore rispetto a quelli espressi da rappresentanti di Comuni più piccoli. Cinque sono infatti le fasce che suddividono i Comuni della provincia in base alla popolazione residente: quelli con più di 30mila abitanti, in questo caso solo Teramo, da 10mila a 30mila abitanti, e via via tutti gli altri, sino all’ultima fascia con 3mila abitanti che racchiude il maggior numero di Comuni ma che hanno appunto un’incidenza sul peso specifico del voto minore.

Una bella sfida quella che vede di fronte Di Bonaventura e D’Alonzo, scesi in campo per la nomina del nuovo presidente della Provincia, chiamati a sostituire Renzo Di Sabatino. Analizzando la situazione, che trae spunto dai governi che amministrano le principali città del territorio, che hanno un’identità di centro sinistra come ad esempio Teramo e Roseto (a Giulianova c’è il commissario dopo le dimissioni del sindaco Francesco Mastromauro), D’Alonzo è dato per favorito.

Ma bisogna sempre fare i conti con l’effetto sorpresa, con i franchi tiratori, cioè coloro i quali esprimono un voto diverso rispetto alla propria identità politica. E in passato le sorprese non sono mancate.

Ne sa qualcosa il presidente uscente Di Sabatino che vinse al fotofinish contro Gabriele Astolfi, allora sindaco di Atri, dato per favorito e tradito dall’elettorato di centro destra. Lo spoglio inizierà subito dopo la chiusura del seggio, alle 20. Il nome del nuovo presidente si dovrebbe conoscere poco dopo.