Teramo, il segretario dell’unione comunale Pd Massimo Speca: “Sconfitta che fa riflettere. Esportare il modello D’Alberto”.

Questa mattina nella sede del Partito democratico di Teramo, in Corso De Michetti, è stata indetta una conferenza stampa per trarre delle riflessioni sia sulle recenti elezioni regionali sia sulla situazione politica locale.

Hanno organizzato l’incontro il capogruppo consiliare Pd Luca Pilotti e Massimo Speca, segretario dell’unione comunale Pd Teramo. Quest’ultimo ha spiegato: “Da questa sconfitta il PD può trarre elementi di riflessione, anche positivi per il futuro: la coalizione messa in campo da Legnini è una declinazione del laboratorio politico che sta trovando alcuni riscontri anche a livello nazionale. Legnini ha chiesto a noi di fare un percorso di compartecipazione, finalizzato all’emersione di candidature del mondo dei professionisti, del terzo settore per favorire la loro candidatura. Il Pd ha dovuto favorire questo, anche attraverso il prestito di propri esponenti all’interno di queste liste”.

Ha poi parlato dei risultati elettorali nella città di Teramo:”Il Pd ha ottenuto un risultato non positivo per il dato percentuale del consenso, ma l’analisi non dev’essere circoscritta alla sola lista ma all’intera coalizione. Quest’ultima ha ottenuto a Teramo infatti un risultato estremamente positivo: cinque punti percentuali in più rispetto alla media provinciale e nazionale. Tutto ciò anche grazie all’intervento di D’Alberto: questa “liquefazione” della platea del Pd in una coalizione più ampia porta ad un risultato migliore della coalizione stessa. L’idea è esportare il più possibile il progetto di Teramo: numeri alla mano è il percorso virtuoso che può portare la coalizione di centrosinistra, nella quale il Pd ha un ruolo fondamentale, in contrasto con la politica leghista”.

Sarà necessario invece fare un confronto a livello provinciale: “Il partito ha avuto un calo evidente di 5 punti percentuali rispetto al 4 marzo. Inoltre, laddove il Pd ha declinato il progetto politico di Legnini in una maniera distorta, traducendo la composizione della sua lista come una prova di muscolarità, il risultato secco è stato sì migliore rispetto ad altri territori ma peggiore in termini di coalizioni”.

Un commento viene dato anche per l’appoggio dato dalla lista civica Teramo 3.0 alla candidatura di Marsilio alle regionali: “Il rapporto con Teramo 3.0 è un rapporto che crea imbarazzi con il sindaco e un po’ anche con il Pd: se stiamo elaborando un progetto politico, l’allargamento del campo con una chiara perimetrazione del pensiero, ogni disfunzione che mina tutto questo non può essere consentita. E’ un problema politico, che necessita di essere affrontato con pazienza e intelligenza. Credo che molte volte certe disfunzioni non vadano tollerate, bisogna anche saper dire basta nei modi politicamente più opportuni”.