Tortoreto, maxi-risarcimento comandante dei vigili. Carusi: la politica ha le sue responsabilità

Tortoreto. Mentre si attendono le determinazioni della giunta comunale sul maxi-risarcimento chiesto da Sabrina Polletta, comandante della polizia locale di Tortoreto, arrivano le prime prese di posizioni.

 

Di natura politica ovviamente, anche perchè la questione nel suo sviluppo è ancora tutta da definire.
In un post comparso sui social nella giornata di ieri Nico Carusi, capogruppo della Lega in consiglio comunale, lancia accuse dirette al mondo politico. Quella stessa politica che ha amministrato la cittadina costiera negli ultimi 20 anni.

“Solo la Lega a Tortoreto in questi anni ha posto la propria lente di ingrandimento sulla gestione poco chiara dei vigili urbani e di sensibilizzare i politici che poi devono valutare l’operato dei dipendenti e delle figure apicali.
Ed è complicato per noi comprendere il motivo per cui tale valutazione spesso è alta anche nei confronti di quei dipendenti che spesso si macchiano di “orrori” amministrativi che alla fine, gravano sul bilancio e di conseguenza, sulle tasche dei contribuenti.

“A dire il vero”, prosegue Carusi, che il capitano Polletta potesse richiedere un corposo risarcimento all’Ente, circolava da tempo.
Il nocciolo della questione a mio modesto modo di vedere, non è la richiesta di risarcimento, che supera i 500 mila euro, perché chiunque si veda calpestato un proprio diritto, deve assolutamente avviare azioni legali a tutela della propria dignità e di quei principi legati alla persona. Ma il tema è il perché si è arrivati a questo punto! Quali passaggi dal 1998 ad oggi ha affrontato la politica, quali scelte e chi erano i membri della commissione che hanno valutato l’operato dei partecipanti al corso e stilato la graduatoria”.

Poi c’è l’affondo finale. C’è da comprendere se in questi anni, l’operato del Comandante dei Vigili è stato positivo oppure no, in maniera tale da pagare serenamente il compenso dovuto a questo dipendente nella equa misura, o se sia il caso di fare valutazioni diverse. Infine, le 500 mila euro sono solo una goccia finita in un mare di denaro pubblico dilapidato da personaggi spavaldi che senza scrupoli, spesso hanno tutelato interessi “particolari” a discapito della collettività. Soldi che avremmo potuto spalmare per ovviare alle tante criticità del territorio. In questi anni, siamo stati gli unici a sostenere che spesso i concorsi pubblici non premiano il merito, questo significa che si prendono in considerazione “requisiti” diversi”.