Abruzzo, piano regionale per il rilancio della donazione del sangue (VIDEO)

Pescara. Dopo un trend in costante crescita durato anni, anche l’Abruzzo – come molte altre regioni italiane – ha registrato una riduzione del numero dei donatori attivi di sangue.

E così, la Regione, in occasione della giornata mondiale del donatore di sangue, ha annunciato le misure che saranno messe in campo per contrastare il calo e ridurre l’importazione, da altre regioni, di sangue ed emocomponenti, necessario per garantire la continuità assistenziale e supportare adeguatamente il sistema di emergenza/urgenza.

Le azioni sono state presentate questa mattina a Pescara dall’assessore regionale alla programmazione sanitaria Silvio Paolucci, dal direttore del Centro Regionale Sangue Pasquale Colamartino, dal direttore Dipartimento Salute e Welfare Angelo Muraglia e da Stefania Melena, dirigente del Servizio Prevenzione della Regione.

Nel 2012 le donazioni totali sono state 66150, mentre nel 2015 sono scese a 63439, con una riduzione di circa il 4 per cento. Questo ha portato a un’impennata delle importazioni, passate dalle 797 del 2012 alle 2212 del 2015.

“Eppure l’Abruzzo ha una lunga esperienza e tradizione nella donazione del sangue – ha sottolineato Colamartino – e, a esempio, il nostro sistema di chiamata dei donatori è un benchmark nazionale, preso a modello da molte altre regioni italiane”.

Sono diverse le misure programmate dalla Regione, che vanno dall’adozione di un adeguato piano di comunicazione per sensibilizzare i nuovi donatori, alla riorganizzazione delle reti aziendali della raccolta del sangue, estendendo l’orario di funzionamento anche al pomeriggio e nei giorni festivi. Si lavorerà poi sul potenziamento dei servizi di chiamata dei donatori e sulla rete dei mezzi di raccolta mobili.

“Fondamentale – ha aggiunto l’assessore Paolucci – è il rapporto con le associazioni dei donatori di sangue, che saranno maggiormente coinvolte nella concertazione della programmazione delle attività trasfusionali nelle singole Asl, grazie alla messa a regime dei ‘Comitati di partecipazione’.

A questo si aggiungerà anche uno specifico programma sulla donazione del sangue come strumento di promozione della salute dei cittadini, che sarà attuato con il coinvolgimento degli operatori e delle strutture della rete delle cure primarie, dei distretti sanitari e degli ambiti sociali”.