Garage abitabili: il Governo impugna la legge abruzzese

Impugnata dal Consiglio dei Ministri la legge abruzzese sul recupero dei garage abitabili.

 

Legge approvata lo scorso primo agosto e che ha introdotto delle nuove norme in fatto di recupero del patrimonio edilizio e sulla destinazione d’uso dei locali.

La legge, secondo il Consiglio dei Ministri si profilano elementi di illegittimità su varie disposizioni che appaiono di competenza statale in materia di tutela dell’ambiente.

 

La legge aveva prodotto reazioni contrastanti e ora chi l’aveva contestata, non è tenero nei confronti della Regione.

 

 

 

 

M5S.“Che fosse una legge scorretta e ingiusta lo avevamo già detto in Consiglio regionale dove siamo stati gli unici ad opporci. Oggi che il Governo impugna la norma è l’ennesima prova che l’opposizione M5S è stata ancora una volta responsabile e lungimirante rispetto ad un Consiglio regionale che ancora una volta sbaglia clamorosamente”. Il commento è del gruppo consiliare del M5S che per voce del capogruppo Gianluca Ranieri commenta la stroncatura da parte del Governo della legge sull’abitabilità dei garage. “La norma” commenta Ranieri” anche secondo il Governo presenta profili di illegittimita’ con riferimento a varie disposizioni, che appaiono invadere la competenza legislativa statale in materia di tutela dell’ambiente (art. 117, comma 2, lettera s), della Costituzione e di governo dei territori (art. 117, comma 3, della Costituzione), consentendo interventi di recupero anche in deroga ai limiti e prescrizioni edilizie degli strumenti urbanistici ed edilizi comunali vigenti, ovvero in assenza dei medesimi”.

 

“Viene presentata come una legge che vuole contenere il consumo del suolo attraverso il recupero di vani accatastati senza abitabilità” incalza il 5 stelle” ma in realtà si tratta del solito intervento miope che punta ad accaparrarsi la benevolenza del cittadino senza tenere in considerazione gli effetti distorsivi sulla programmazione urbanistica, gli impatti sul settore dell’edilizia, nonché i rischi per l’incolumità delle persone. In sostanza una norma pericolosa e non necessaria a cui solo noi ci siamo opposti sin dal primo momento. Non possiamo che essere contenti, per una volta, della decisione di Governo e speriamo che la Regione abbia il buon senso di non opporsi a questa impugnazione”.

 

Maurizio Acerbo (Prc). Il vergognoso condono approvato dal Consiglio Regionale dell’Abruzzo su proposta dell’assessore Donato Di Matteo col voto favorevole di centrosinistra e centrodestra è stato giustamente impugnato dal governo dopo lo scandalo che ha suscitato sulla stampa nazionale.

Avevamo immediatamente denunciato insieme alla SOA e al Forum H2O la pericolosità di un provvedimento ingiustificabile che va contro ogni buon senso in campo urbanistico e edilizio e che contrasta con le regole minime di prevenzione.

Se persino il governo PD prende le distanze dalla Regione Abruzzo vuol dire che non ci sbagliavamo nel giudizio sull’inadeguatezza di questa classe dirigente regionale e del Presidente Luciano D’Alfonso.

Il fatto che il partito di D’Alema e Bersani sia complice in Abruzzo come in tante altre regioni di porcherie come questa dà l’idea del perchè non è interlocutore credibile per la costruzione di uan sinistra alternativa al PD. Dov’era il sottosegretario Mazzocca mentre si approvava questa schifezza?

 

La Stazione Ornitologica Abruzzese Onlus, il Forum H2O e Nuovo Senso Civico esprimono soddisfazione per la decisione del Consiglio dei Ministri di impugnare l’ormai famigerata legge suill’abitabilità di cantine e garage votata a Luglio dal Consiglio regionale abruzzese.

 

Dichiara Augusto De Sanctis, presidente della SOA “Siamo stati i primi a lanciare l’allarme con un comunicato stampa il 15 luglio scorso non appena letta la norma varata dal Consiglio Regionale. Una scelta incredibile per una legge che se applicata aumenterebbe a dismisura i rischi per l’incolumità dei cittadini. Ad ogni alluvione, Livorno tragicamente insegna, cantine e garage vanno immediatamente sott’acqua in pochi secondi e diventano trappole, come chiarito da tempo dalla Protezione Civile nazionale. Il nostro allarme era quasi caduto nel vuoto, in un contesto di quasi generale plauso alla norma, cosa che fa riflettere. Fortunatamente un articolo uscito su La Repubblica aveva riacceso i riflettori su questa legge.

Poi abbiamo scritto una circostanziata lettera al Governo, che qui alleghiamo. È sconfortante che a soli sette mesi dalla tragedia del Rigopiano i nostri consiglieri regionali abbiano pensato di varare un tale provvedimento che aumenta i rischi. Speriamo ora che la Corte Costituzionale cancelli questa legge. Nel frattempo chiediamo ai Comuni di decidere di non applicarla sul loro territorio. Il Consiglio regionale farebbe bene, comunque, a tornare sui suoi passi”.